Scritto da Carmelina Rotundo Auro e Renzo Samaritani Schneider (Ramananda) | 15/02/2026 | Spirito
Dalle Rotaie dell'Abitudine al Volo dell'Eroe: Un Invito alla Leggerezza
Domenica 15 febbraio 2026 – Trani Italia News
Cari lettori, cari ricercatori di senso,
In questa domenica di metà febbraio, mentre le strade delle nostre città risuonano ancora degli echi del Carnevale e l'aria porta con sé quel misto di festività e stanchezza invernale, ci troviamo a riflettere su cosa significhi, oggi, celebrare veramente una rinascita. È il 15 febbraio 2026, una data che nel calendario civile segna il passaggio verso la primavera, ma che nel calendario dello spirito ci invita a una celebrazione molto più profonda: la riscoperta del nostro "compleanno" spirituale, quel momento eterno in cui decidiamo di smettere di essere comparse e ritorniamo ad essere i protagonisti, gli "Eroi", della nostra stessa esistenza.
Il nostro sermone laico di oggi nasce dall'ascolto profondo delle dinamiche umane, quelle che tessono la trama della nostra quotidianità, tra abitudini ferree e aspirazioni di volo. Vogliamo parlarvi di solchi, di fuoco, di bambole russe e, soprattutto, di un'invincibile leggerezza.
I Solchi del Trattore: La Trappola dei Sanskara
Immaginate una strada di campagna, fangosa dopo la pioggia. Su questa strada passa regolarmente un trattore pesante. Le sue ruote, giro dopo giro, scavano dei solchi profondi nel terreno. Se voi provaste ad entrare in quei solchi con la vostra auto leggera, vi accorgereste presto di una verità scomoda: è facilissimo entrarci, ma terribilmente difficile uscirne. Le ruote sono incanalate, costrette a seguire una direzione predeterminata. Per saltar fuori da quei binari, serve uno sterzo deciso, una forza improvvisa, una consapevolezza acuta.
Questi solchi sono ciò che le antiche saggezze orientali chiamano Sanskara: le nostre impronte caratteriali, le abitudini mentali, gli schemi di reazione automatica. Quante volte ci arrabbiamo non perché la situazione lo richieda, ma perché "siamo fatti così"? Quante volte il giudizio verso gli altri scatta automatico, come un software in background che non riusciamo a spegnere? L'arroganza mascherata da sicurezza, il lamento che diventa la colonna sonora delle nostre giornate, l'attaccamento alle nostre opinioni come se fossero la nostra pelle. Questi sono i solchi del trattore. E noi, spesso, ci guidiamo dentro con il pilota automatico, lamentandoci poi di non riuscire a cambiare destinazione.
La psicologia spirituale ci insegna che questi automatismi nascono da lontano, talvolta sono ereditati, copiati dai genitori, o accumulati nel corso di esperienze passate. Ma la buona notizia di questa domenica è che non siamo condannati a rimanere nei binari. Riconoscere di essere dentro un solco è il primo passo per uscirne. La critica che distrugge le relazioni, la paura che paralizza, l'ansia che anticipa disastri mai avvenuti: sono solo abitudini, non sono la nostra essenza. Possiamo forzare la macchina fuori dal fango.
Bruciare il Re di Paglia: Il Vero Significato del Carnevale
In questi giorni, in molte piazze, si brucia il fantoccio, il "Re Giorgio", l'effigie del vecchio anno o, in termini più simbolici, l'immagine di Ravan – l'archetipo dell'ombra, dei vizi, dell'ego che divide. La società ci offre questo rito catartico esteriore: guardiamo il fuoco consumare la cartapesta e speriamo che porti via l'inverno. Ma il vero falò deve avvenire dentro di noi.
Non serve a nulla bruciare un pupazzo in piazza se continuiamo a nutrire il "nemico" interiore con la pesantezza del lamento. C'è una connessione diretta tra la pesantezza mentale e la capacità di lamentarsi. Il lamento è un'ancora che ci tiene legati al vecchio mondo, a quella "età del ferro" interiore fatta di conflitti e insoddisfazioni. Bruciare Ravan significa scegliere attivamente la contentezza. Significa sostituire la critica con la comprensione, il possesso con il distacco. È un lavoro di "igiene mentale": se il corpo non vede l'anima, l'anima deve imparare a vedere il corpo per quello che è – un meraviglioso strumento, non una prigione.
Oggi, vi invitiamo a fare un falò delle vostre debolezze. Non guardatele troppo a lungo, non analizzatele fino a farle diventare giganti. Come ci ricorda un antico adagio spirituale: "Non guardate le eclissi". Quando c'è un'eclissi di sole, si dice di non guardarla direttamente per non ferirsi gli occhi. Allo stesso modo, quando vedete un difetto in voi o negli altri, non fissatevi. Guardate oltre. Cercate la specialità, la luce che sta tornando.
La Matrioska e l'Attitudine dell'Ospite
Chi siamo noi, dunque, se non siamo i nostri solchi e le nostre abitudini? Immaginate le bambole russe, le matrioske. Una dentro l'altra. La bambola più esterna è il nostro ruolo sociale, il nostro corpo, il nome che portiamo. Ma dentro, nel nucleo più profondo, c'è qualcosa di piccolo, invisibile, eppure essenziale: la luce, l'energia vitale, l'anima. Spesso viviamo come se fossimo solo la bambola esterna, dimenticando il gioiello all'interno.
In questo giorno speciale, che potremmo definire un "compleanno collettivo" dello spirito, ci viene offerta una chiave di lettura potente: l'attitudine dell'Ospite. Pensate a come si comporta un ospite in una casa bellissima. Gode di tutti i comfort, usa le stanze, apprezza il cibo, ma non possiede nulla. Non si attacca ai mobili, non pretende di portarsi via i muri. Se un ospite vive con questa leggerezza, è sempre benvenuto e sempre felice.
E se provassimo a vivere la nostra vita come ospiti nel nostro corpo e in questo mondo? Usare tutto, ma senza senso di possesso. Amare le persone, senza incatenarle. Lavorare con passione, senza essere schiavi del risultato. Questa è la vera libertà. Colui che si considera un ospite, si distacca facilmente dalla "casa" quando è il momento di partire o di cambiare stanza. Non porta pesi. È pronto a volare.
La Determinazione: La Chiave del Successo
Arriviamo al cuore del nostro messaggio odierno. Non basta "sperare" di cambiare. La speranza debole è come un motore che va al 90%. Ci porta vicino alla meta, ma ci lascia a piedi proprio sul più bello. Oggi ci viene chiesto il 100%, anzi, il 101% di determinazione.
"Il pensiero determinato è la chiave del successo". Non è uno slogan pubblicitario, è una legge della dinamica spirituale. Se decidete di uscire dal solco dell'abitudine, non potete farlo "provandoci". Dovete farlo sapendo che è già fatto. Dovete visualizzarvi già fuori dal fango, già in volo.
Siamo chiamati ad essere Eroi (Hero). L'Eroe non è colui che non ha paura, ma colui che, connesso con la sua fonte suprema – che potremmo chiamare lo Zero, il punto di origine, il Padre spirituale – trasforma ogni ostacolo in un gradino verso l'alto. In questa matematica divina, quando l'Eroe si unisce allo Zero, il suo valore si moltiplica. Da soli siamo uno, con quella connessione diventiamo dieci, cento, mille.
Verso uno Stadio d'Oro
Concludiamo questo sermone laico con un'immagine di speranza e unità. Immaginate la nostra comunità, la nostra umanità, come un grande stadio. Non un'arena di competizione dove ci si sbrana, ma uno "Stadio d'Oro" dove ognuno corre per la vittoria di tutti. In questo stadio, non ci sono spettatori che giudicano dagli spalti, ma solo compagni di squadra che si sostengono.
Per la settimana che inizia, vi proponiamo un piccolo esercizio, una "prova del nove" per la vostra spiritualità:
- Monitorate i solchi: Quando sentite salire il lamento o il giudizio, fermatevi. Fate un respiro profondo. Riconoscete il solco e sterzate verso la gratitudine.
- Siate Ospiti: Trattate le cose e le persone con cura estrema, ma con la leggerezza di chi sa che nulla è "mio", tutto è "nostro" per un breve tempo.
- Bruciate il vecchio: Approfittate della fine del Carnevale per decidere quale vecchia abitudine non volete portare con voi nella primavera.
Che il vostro respiro sia potente e i vostri pensieri siano elevati. Lasciate che il vostro cuore sia grande e sincero. Ricordate: siete nati per volare, non per trascinarvi nel fango. Siate gli eroi della vostra storia, oggi e per sempre.
Buona domenica di rinascita a tutti.
(materiali: clicca qui)
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