Trani, uno sguardo nuovo su una città che cambia
di Renzo Samaritani Schneider
Nella mattinata di mercoledì 28 gennaio 2026 ho incontrato, insieme a mio marito Massimiliano Deliso, il Sindaco di Trani Amedeo Bottaro, presso il Palazzo Comunale. Un incontro informale nei modi ma denso nei contenuti, nato dal desiderio reciproco di uno scambio di vedute franco e civile sul presente e sul futuro della città.
Non si è trattato di un incontro per chiedere qualcosa. Né di una passerella. È stato piuttosto un confronto umano e politico nel senso più alto del termine: una conversazione tra cittadini e amministratore su ciò che significa oggi governare una comunità complessa, attraversata da trasformazioni profonde e da un clima pubblico spesso segnato da tensioni, semplificazioni e fraintendimenti.
Una città vista da chi è arrivato da poco
Vivo a Trani da poco più di due anni, dopo aver trascorso gran parte della mia vita a Bologna. Quando si cambia città a quasi sessant’anni, non lo si fa per caso: lo si fa perché si intravede una possibilità, un equilibrio diverso, una qualità della vita che parla al presente e al futuro. Questo sguardo “da fuori”, ma ormai coinvolto, è stato il punto di partenza dell’incontro.
Durante la conversazione è emersa una riflessione condivisa: chi vive quotidianamente una città tende a vederne soprattutto le inefficienze, mentre chi arriva coglie spesso prima le potenzialità. È una dinamica naturale, che vale per Trani come per Bologna o per qualsiasi altra città italiana.
Social network, clima pubblico e partecipazione
Uno dei temi centrali affrontati è stato il ruolo dei social network nel dibattito pubblico. Il Sindaco Bottaro ha espresso con chiarezza una preoccupazione che molti amministratori condividono: i social, da strumento di partecipazione, si sono spesso trasformati in un frullatore mediatico che scoraggia proprio le persone più competenti e responsabili dall’impegnarsi nella vita pubblica.
La critica non è rivolta al dissenso – che è legittimo e necessario – ma al sensazionalismo e alla superficialità con cui troppo spesso si commentano decisioni complesse senza informarsi, senza seguire i consigli comunali, senza conoscere i vincoli normativi e amministrativi.
In questo clima, ha sottolineato il Sindaco, si rischia di lasciare l’amministrazione delle città a chi urla di più, non a chi è più preparato. Un rischio serio, che riguarda non solo Trani ma l’intero Paese.
Amministrare non è fare spettacolo
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di scelte amministrative concrete, come gli interventi sul verde urbano o le politiche ambientali. È emersa una distinzione netta tra amministrare per consenso immediato e amministrare con competenza, affidandosi a tecnici, agronomi, esperti, anche quando le scelte non sono immediatamente “spettacolari” o comprensibili a colpo d’occhio.
Un amministratore serio, è stato detto, non sceglie in base all’applauso del momento ma alla sostenibilità nel tempo. Una posizione che condivido e che ritengo fondamentale in una fase storica in cui la politica è spesso tentata dalla scorciatoia della visibilità.
Nuovi cittadini, nuova energia
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il tema dei nuovi cittadini. Trani, negli ultimi anni, ha accolto molte persone provenienti da altre città e regioni tra i quali me e Massimiliano. Per il Sindaco Bottaro questo non è un dettaglio, ma un valore strategico: più una città si apre, più si arricchisce di energie, competenze, visioni diverse.
«La città non è solo di chi ci è nato – ha osservato – ma di chi la vive e la sceglie». È una visione inclusiva, che guarda al futuro e che individua proprio nell’apertura e nel superamento di certe rigidità culturali una delle chiavi per il progresso della comunità.
Cultura, memoria e responsabilità
Nel finale dell’incontro ho avuto il piacere di consegnare al Sindaco una copia de Il rogo di Berlino, il libro di mia madre Helga Schneider, che ha recentemente celebrato i trent’anni dalla prima pubblicazione. Un testo che continua a interrogare le coscienze sul tema della memoria, della responsabilità individuale e collettiva, e che resta di straordinaria attualità.
Il Sindaco ha accolto il dono con interesse e partecipazione, sottolineando l’importanza di una cultura che non sia ornamento, ma strumento di consapevolezza civile.
Uno scambio che lascia il segno
L’incontro si è concluso con la realizzazione di una breve ripresa video e di alcune fotografie a cura di Massimiliano Deliso, non come gesto simbolico fine a sé stesso, ma come testimonianza di un dialogo avvenuto nel segno del rispetto reciproco.
Esco da questo incontro con una convinzione rafforzata: Trani è una città che sta cambiando, tra difficoltà reali e sfide aperte, ma anche con una direzione possibile. Riconoscere ciò che è stato fatto non significa rinunciare allo spirito critico; significa esercitarlo con onestà, competenza e senso della misura.
Da cittadino che ha scelto Trani, credo che il futuro di questa città passi proprio da qui: meno rumore, più metodo; meno slogan, più responsabilità condivisa.

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