✨ CERCHI DI PACE – UNIVERSITÀ INTERIORE
Domenica 5 gennaio 2026
Rimanere nel ricordo: iniziare l’anno dall’anima
Apertura – L’anno nuovo non comincia fuori
Il calendario ha già girato pagina.
Le feste sono alle spalle, le luci si spengono, le abitudini riprendono il loro ritmo.
Eppure, c’è una domanda che resta sospesa nell’aria di questi primi giorni di gennaio:
da dove comincia davvero un anno nuovo?
I Murli che attraversano la fine del 2025 e l’inizio del 2026 sembrano rispondere all’unisono:
l’anno non comincia dalle promesse,
né dagli obiettivi,
né dalla forza di volontà.
Comincia da uno stato.
Murli:
1. 29–30 dicembre – Non disperdere ciò che è stato ricevuto
I Murli di fine dicembre insistono su un punto tanto semplice quanto decisivo:
non trasformare la conoscenza in entusiasmo passeggero.
BapDada richiama più volte l’attenzione sul rischio di disperdere l’energia subito dopo averla ricevuta.
La fine dell’anno non è il momento delle accelerazioni, ma del consolidamento.
È come se venisse detto:
prima di andare avanti, dimora.
Questa indicazione è preziosa anche in chiave laica e psicologica:
il vero cambiamento non nasce dall’intensità, ma dalla continuità.
2. 31 dicembre – Chiudere senza trascinare
Il Murli del 31 dicembre parla di chiusura non come bilancio emotivo, ma come atto di pulizia interiore.
Lasciare andare non significa dimenticare.
Significa non portare nel nuovo anno pesi inutili:
lamentele, giudizi, vecchie reazioni.
È un invito chiaro a entrare nel nuovo ciclo leggeri, non difensivi.
E qui il linguaggio BK incontra profondamente la sapienza cristiana e quella contemplativa:
non si può nascere a qualcosa di nuovo se si resta aggrappati a ciò che è stato.
3. 1–2 gennaio – Rinfrescarsi nel Padre
I Murli dei primi giorni dell’anno usano un’immagine molto concreta:
rinfrescarsi.
Come se l’anima, entrando nel nuovo anno, avesse bisogno non di sforzo ma di ristoro.
Il ricordo del Padre non è presentato come dovere, ma come sorgente.
Quando la coscienza si rinfresca,
le decisioni diventano più chiare,
le relazioni meno tese,
il cammino meno confuso.
È una spiritualità che non chiede di fare di più,
ma di ritornare più spesso.
4. 3 gennaio – Seguire Shrimat senza rigidità
Il Murli del 3 gennaio introduce un equilibrio fondamentale:
seguire Shrimat non significa irrigidirsi.
Viene sottolineato che la disciplina autentica non produce durezza, ma dolcezza stabile.
Quando la pratica diventa pesante, ha perso il suo centro.
Questo passaggio è cruciale per l’inizio dell’anno:
non trasformare la spiritualità in una nuova forma di controllo,
ma in una direzione amorevole.
5. 4 gennaio – Avyakt: diventare un punto fermo
Il Murli Avyakt del 4 gennaio porta tutto a sintesi:
l’anima matura è un punto fermo nel movimento.
Non reagisce,
non oscilla continuamente,
non ha bisogno di conferme costanti.
Questo “punto fermo” non è isolamento,
ma presenza.
È lo stato di chi ha iniziato davvero l’anno dall’interno.
🕉️
Sezione fissa domenicale – Il Mantra del Ricordo
Come ogni domenica, torniamo ora al cuore pratico del cammino.
Bhagavad Gita 18.65
Man-manā bhava mad-bhakto
Pensa sempre a Me.
Diventa mio devoto.
Questo verso non è un’idea da comprendere,
ma una postura della coscienza.
Nella lettura delle Brahma Kumaris, significa ricordare il Padre Supremo (Shiv Baba) durante le azioni quotidiane, lasciando che il ricordo trasformi gradualmente il modo di pensare, parlare, reagire.
Invito alla pratica – Inizio anno
In questi primi giorni del 2026:
-
fermati più volte al giorno, anche solo per pochi secondi
-
riporta l’attenzione al centro
-
ripeti interiormente, con naturalezza:
Man-manā bhava mad-bhakto
Non come sforzo.
Come orientamento.
L’anno nuovo non ha bisogno di essere spinto.
Ha bisogno di essere abitato.
Chiusura – L’anno come stato
Forse il dono più grande di questi Murli non è un insegnamento nuovo,
ma una conferma silenziosa:
la pace non dipende da ciò che accadrà,
ma da dove restiamo.
Se restiamo nel ricordo,
l’anno cammina con noi.
Om Shanti.

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