Scritto da Carmelina Rotundo Auro e Renzo Samaritani Schneider | 22/02/2026 | Spirito
Sermone Domenicale Laico: Il Risveglio dello Spirito Universale
Trani Italia News - Domenica 22 Febbraio 2026
Cari lettori, in questa domenica di fine febbraio, mentre il mondo corre veloce e le notizie si susseguono frenetiche, ci fermiamo per un momento di riflessione profonda. Oggi, dalle colonne di Trani Italia News, vogliamo esplorare l'essenza stessa che ci anima: lo Spirito. Non in senso dogmatico o religioso stretto, ma come quella forza universale che collega la nostra interiorità con l'infinito, l'umano con il divino, il "qui e ora" con l'eternità.
Viviamo in un'epoca che gli antichi testi e le moderne rivelazioni spirituali definiscono "Età della Confluenza". È un tempo di transizione, un ponte tra un vecchio mondo fatto di abitudini ferree e un nuovo mondo di luce e consapevolezza. Come navigatori in questo oceano di cambiamenti, siamo chiamati a un compito straordinario: trasformare noi stessi per trasformare la realtà che ci circonda.
I Sanskara: Le Impronte della Nostra Storia
Il primo passo di questo viaggio spirituale inizia con l'auto-osservazione. Spesso ci sentiamo prigionieri di reazioni automatiche, di schemi mentali che si ripetono ciclicamente nelle relazioni, nel lavoro, nel rapporto con noi stessi. Questi sono i cosiddetti Sanskara: impronte caratteriali, memorie profonde, condizionamenti consci e inconsci che abbiamo accumulato nel corso del tempo, e forse, come suggeriscono le filosofie orientali, attraverso diverse vite.
Questi automatismi ci portano a dire: "Sono fatto così, non posso cambiare". Ma la spiritualità laica ci insegna che questa identificazione è la radice della sofferenza. I sanskara negativi – rabbia, egoismo, depressione, o le ferite più sottili come il senso di inadeguatezza e sfiducia – sono cicatrici dell'anima che chiedono di essere guarite, non di essere venerate come identità immutabili. Riconoscere che la nostra relazione compulsiva con il cibo, o i conflitti ripetuti in famiglia, non sono semplici casualità ma "nodi irrisolti" di un sistema più ampio (familiare, karmico), è il primo atto di libertà.
Per spezzare queste catene, dobbiamo porci tre domande fondamentali ogni giorno, come una bussola per la mente:
- Dove sta la mia mente? Quali sono i miei pensieri in questo preciso istante?
- Come arrivo là dove desidero? A che punto sono del mio cammino verso la pace interiore?
- Come verifico me stesso? Qual è la mia modalità stabile di monitoraggio interiore?
L'Arte di Diventare "Zero" ed "Eroe"
Nel grande teatro della vita, c'è una matematica spirituale affascinante che dobbiamo apprendere. Si parla spesso del concetto di "Zero". Nel linguaggio comune, lo zero vale poco. Ma quando lo Zero rappresenta la Fonte Suprema, il Punto di Luce, l'Assoluto (Shiva), e noi ci posizioniamo accanto a Lui, il nostro valore si moltiplica esponenzialmente. Un "uno" (l'anima individuale) accanto allo "Zero" (il Divino) diventa dieci, cento, mille.
In questa domenica, siamo invitati a diventare "Eroi". In inglese, c'è un gioco di parole tra Zero e Hero. Ma Hero richiama anche il "Diamante". La nostra coscienza deve diventare pura e sfaccettata come un diamante. Siamo anime che hanno attraversato l'intero ciclo della storia, accumulando polvere e ruggine (l'età del ferro), ma ora abbiamo l'opportunità di tornare alla nostra brillantezza originale.
Questo richiede coraggio. Richiede di diventare "distaccati e amorevoli". Non distaccati nel senso di indifferenti, ma liberi dalle catene dell'attaccamento possessivo. Il vero amore spirituale è dire "Mio Baba" (Mio Dio) e sentire che apparteniamo a una dimensione più alta, permettendo così di amare gli altri esseri umani senza soffocarli, senza aspettative mercantili, ma con la pura gioia di condividere l'esistenza.
Lo Stadio Angelico: Leggerezza e Luce
L'obiettivo ultimo di questa pratica spirituale è raggiungere quello che viene definito lo "stadio angelico". Chi è un angelo oggi, nel 2026? Non è una figura mitologica con le ali piumate, ma un essere umano che ha conquistato la leggerezza.
Un angelo è "Double Light": leggero nel peso dei pensieri (senza fardelli del passato, senza preoccupazioni per il futuro) e luminoso nella sua presenza. Essere angeli significa essere "incorpoer". Non significa abbandonare il corpo fisico, ma smettere di essere schiavi dei sensi e dell'ego corporeo. Significa muoversi nel mondo vecchio con i sanskara del mondo nuovo.
Quando incontriamo qualcuno, la nostra presenza dovrebbe trasmettere pace e felicità, non il peso dei nostri problemi. Come ci ricorda la saggezza di BapDada, un angelo non ha nemici, non ha preferenze basate sull'interesse personale, ma ha amore per tutti. Se rimaniamo intrappolati nell'arroganza delle nostre specialità ("Io sono bravo a parlare", "Io gestisco bene") o se ci offendiamo facilmente per un insulto, siamo ancora lontani dallo stadio angelico. L'angelo vola sopra le lodi e le diffamazioni, mantenendo un equilibrio stabile, una "bandiera issata" nello stadio dell'immobilità interiore.
La Lezione della Gita: Umiltà e Tolleranza
Per radicare questa elevata spiritualità nella terra nuda della nostra quotidianità, dobbiamo attingere alla saggezza millenaria della Bhagavad Gita, un testo che non è solo religione, ma manuale di vita. Come ci viene ricordato nei nostri studi recenti, per ricevere la verità spirituale dobbiamo coltivare le qualità del discepolo ideale.
La prima qualità è l'Umiltà. Dobbiamo essere umili come l'erba. Quando calpestiamo l'erba, essa non si ribella, non spinge indietro. Si piega, ma rimane viva. Spesso il nostro ego ci dice che questa è debolezza, che dobbiamo affermarci, gridare le nostre qualifiche ("Non sai chi sono io?"). Ma la vera forza spirituale risiede nella capacità di non reagire con l'ego.
La seconda qualità è la Tolleranza. Dobbiamo essere tolleranti come un albero. Un albero offre la sua ombra persino al taglialegna che lo sta abbattendo. Offre i suoi frutti a chi gli lancia pietre. La tolleranza non è sopportazione passiva, ma una stabilità interiore così profonda che le circostanze esterne non possono turbare la nostra pace.
La terza qualità è Dare Onore agli Altri. Invece di cercare onore per noi stessi, invece di godere segretamente dei fallimenti altrui (quella perversa soddisfazione che alimenta le riviste di gossip), dobbiamo celebrare il successo degli altri. Dare rispetto ci rende rispettabili. Questa è la vera nobiltà d'animo.
Conclusione: Il Tempo è Ora
Cari lettori, il messaggio per questa domenica è urgente ma colmo di speranza. Viviamo nel tempo del "non è troppo tardi", ma il tempo scorre veloce. Non possiamo permetterci di sprecare i nostri due tesori più preziosi: i pensieri e il tempo.
Siamo chiamati a una trasformazione radicale: da esseri appesantiti dalla materia a esseri di luce; da accumulatori di rancori a donatori di felicità. La meditazione non è una fuga, ma un "abbraccio" di consapevolezza che ci permette di ritrovare la nostra natura originale di pace, amore e purezza.
In questa settimana che inizia, proviamo a camminare come angeli: leggeri nei passi, luminosi nello sguardo, umili come l'erba e forti come alberi. Ricordiamoci che siamo i creatori della nostra realtà interiore. Lasciamo che il passato sia passato e concentriamoci sul presente, perché è nel "qui e ora" che possiamo incontrare l'Eterno.
Che la vostra domenica sia colma di Spirito e di Luce.
Om Shanti.
Carmelina Rotundo Auro e Renzo Samaritani Schneider (Ramananda Das)
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