Tra i Brividi della Merla e il Calore della Festa: L'Italia si Prepara alle Celebrazioni d'Inverno

 

Tra i Brividi della Merla e il Calore della Festa: L'Italia si Prepara alle Celebrazioni d'Inverno

Scritto da Giulia Marchese | 28/01/2026 | Tradizioni

Tra i Brividi della Merla e il Calore della Festa: L'Italia si Prepara alle Celebrazioni d'Inverno

TRANI – Mercoledì 28 gennaio 2026. Mentre il mese di gennaio volge al termine, l’Italia intera sembra trattenere il fiato in attesa di quel passaggio rituale che, da secoli, segna il cuore dell'inverno mediterraneo. Siamo alla vigilia dei cosiddetti "Giorni della Merla", un periodo che la tradizione popolare fissa negli ultimi tre giorni del mese – il 29, 30 e 31 gennaio – e che la leggenda vuole essere il momento più freddo dell'anno. Ma se il termometro minaccia di scendere, il calendario culturale della penisola è pronto a infiammarsi, offrendo un contrasto affascinante tra il gelo atmosferico e il calore delle tradizioni che, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, passando per la nostra amata Puglia, si apprestano a celebrare l'identità e la storia del Bel Paese.

La Leggenda dei Giorni della Merla: Tra Mito e Meteorologia

Da domani, dunque, entreremo ufficialmente nei Giorni della Merla. Non è solo una questione meteorologica, ma un vero e proprio appuntamento con il folklore. La leggenda più diffusa, tramandata dai nostri nonni davanti al focolare, narra di una merla che, in un tempo lontano, possedeva un piumaggio candido come la neve. Per sfuggire alle persecuzioni di un Gennaio dispettoso e gelido, che si divertiva a scatenare bufere ogni volta che la povera bestiola usciva in cerca di cibo, la merla decise di nascondersi con i suoi piccoli all'interno di un comignolo proprio negli ultimi giorni del mese. Quando ne uscì, il 1° febbraio, la fuliggine aveva tinto le sue piume di nero per sempre.

Questa narrazione, nella sua semplicità, racchiude l'eterna lotta contadina contro le avversità dell'inverno. Ma c'è di più: secondo l'adagio popolare, il clima di questi tre giorni funge da oracolo per la primavera imminente. "Se i giorni della Merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà tardi", recita il proverbio. In un 2026 che ci ha già regalato diverse sorprese climatiche, gli occhi di agricoltori e curiosi saranno puntati al cielo, cercando di decifrare se dovremo attendere ancora molto per i primi tepori o se la bella stagione è dietro l'angolo.

Puglia in Festa: Il Carnevale di Putignano 2026 Scalda i Motori

Spostando lo sguardo sulla nostra regione, l'atmosfera si fa elettrica. A pochi chilometri da qui, la città di Putignano si prepara a confermarsi capitale del divertimento invernale con il suo storico Carnevale, il più antico d'Europa. L'edizione 2026 promette di essere memorabile. Sebbene i riti siano iniziati ufficialmente il 26 dicembre con la tradizionale Festa delle Propaggini, è ora che si entra nel vivo.

I maestri cartapestai hanno lavorato incessantemente nei capannoni per dare vita ai giganti di carta che sfileranno a partire da domenica prossima, 1° febbraio. Il tema scelto per quest'anno, "Dove tutto è il contrario di tutto", è un invito alla sovversione, all'ironia e alla riflessione sui paradossi della nostra società contemporanea. Un tema che sembra calzare a pennello in un'epoca di grandi cambiamenti e contraddizioni.

Le date da segnare in rosso sul calendario sono il 1, 7, 15 e 17 febbraio 2026. Putignano non è solo sfilate: è un rito collettivo che coinvolge l'intera comunità, dai "Giovedì" tematici dedicati alle varie categorie sociali (i cornuti, i pazzi, le donne sposate) fino al rito funebre del Martedì Grasso. Per noi pugliesi, il Carnevale non è solo una festa in maschera, ma un momento di liberazione, un'esplosione di colori che sfida il grigiore invernale e riafferma la vitalità della nostra cultura meridionale.

La Devozione del Sud: Catania e la Festa di Sant'Agata

Scendendo ancora più a sud, la Sicilia si appresta a vivere uno degli eventi religiosi più intensi e partecipati al mondo: la Festa di Sant'Agata a Catania. Sebbene il clou delle celebrazioni si svolga dal 3 al 5 febbraio, l'aria in città è già carica di attesa e devozione.

Il 2026 vede una Catania pronta ad accogliere milioni di fedeli e turisti. Le "Candelore", i pesanti ceri votivi in legno dorato portati a spalla dai rappresentanti delle corporazioni di mestieri, stanno già danzando per le vie della città, annunciando l'arrivo della "Santuzza". La festa è un mix inscindibile di fede, folklore e resistenza. Il sacco bianco indossato dai devoti, il grido "Semu tutti devoti tutti!", la processione estenuante che dura giorni interi: tutto parla di un legame viscerale tra la città e la sua patrona, martirizzata proprio in questo periodo dell'anno nel III secolo.

Quest'anno, il programma si preannuncia particolarmente ricco, con un occhio di riguardo alla sicurezza e alla gestione dei flussi, ma senza intaccare quella spontaneità verace che rende Sant'Agata un'esperienza unica nel panorama antropologico italiano. È la dimostrazione di come, al Sud, la tradizione non sia un reperto da museo, ma una forza viva che muove le masse.

Tradizioni Alpine: La Millenaria Fiera di Sant'Orso

Ma l'Italia delle tradizioni non dimentica le sue vette. Mentre il Sud si prepara ai colori del Carnevale e al bianco dei devoti, ad Aosta tutto è pronto per la Fiera di Sant'Orso (Foire de Saint-Ours), che si terrà come da tradizione millenaria il 30 e 31 gennaio.

Immaginate le strade del centro storico di Aosta invase dal profumo del legno intagliato, della pietra ollare lavorata e dei sapori forti della cucina valdostana. Oltre mille artigiani scenderanno dalle valli laterali per esporre i loro capolavori: sabot, sculture, attrezzi agricoli, tessuti. Non è una semplice fiera commerciale, ma un rito di appartenenza. La notte tra il 30 e il 31, la Veillà, vede le cantine del borgo aprirsi per offrire brodo caldo, vin brulé e musica tradizionale fino all'alba.

La Fiera di Sant'Orso è la risposta della montagna all'inverno: non la fuga, ma la celebrazione della manualità e della comunità che si stringe per affrontare il freddo. In un mondo sempre più digitale, toccare con mano il legno lavorato con pazienza per mesi è un gesto rivoluzionario, un ritorno alla concretezza che scalda l'anima quanto il corpo.

Un Filo Rosso che Unisce l'Italia

In questa fine di gennaio 2026, l'Italia si svela dunque come un mosaico di riti diversi ma complementari. Dai Giorni della Merla, che ci ricordano la nostra fragilità di fronte alla natura, alle celebrazioni di Putignano, Catania e Aosta, che ci mostrano la nostra capacità di creare bellezza e comunità anche nei mesi più bui.

Che si tratti di scrutare il cielo in attesa della primavera, di ridere dietro una maschera di cartapesta, di pregare dietro un fercolo d'argento o di ammirare un galletto intagliato nel legno, il messaggio è univoco: le tradizioni sono il fuoco attorno al quale l'Italia si riscalda. E noi, da Trani, guardiamo a questo spettacolo con l'orgoglio di farne parte, pronti a raccontare ogni sfumatura di questa meravigliosa stagione.

Articolo generato da TraniRacconta - Orizzonte Comune

Posta un commento

0 Commenti