Si è conclusa l'ennesima tornata elettorale e, ancora una volta, le piazze sono rimaste desolatamente vuote. I palchi sono stati montati, ma il cuore pulsante della democrazia — il comizio politico — sembra essere scomparso. Il Professor Gianni De Iuliis, docente di Filosofia, in un post social, solleva un'osservazione acuta nel suo recente post sui social: "La crisi del comizio non è un dettaglio nostalgico, ma un segnale allarmante della trasformazione, e forse dell'indebolimento, del nostro sistema democratico".
Commento di Renzo Samaritani Schneider: Non sono d’accordo con questa analisi. La “digitalizzazione dei comizi” non è necessariamente un segno di impoverimento democratico, anzi: per molti rappresenta un ampliamento della partecipazione. Grazie alla rete, oggi anche chi lavora, chi ha difficoltà a spostarsi, chi non abita vicino ai centri urbani o chi semplicemente non può essere presente fisicamente può comunque ascoltare, criticare, intervenire e informarsi. La piazza digitale, se usata bene, è inclusiva quanto — e talvolta più — della piazza fisica. Non è la fine dei comizi: è un’evoluzione. La democrazia non vive meno perché cambia forma. Vive male solo se i contenuti diventano superficiali. E questo non dipende dal mezzo, ma da chi lo usa.
🌟 Carmelina Rotundo Auro, Cultura, Memoria, Racconti
🖋️ Elisabetta Scotto, Cultura, Italia
🗒️ Ginevra Di Leo, Eventi, Cultura
🌿 Mauro Ferretti, Green, Qualità della vita, Animali
🏛️ Luca D’Ambrosio, Italia, Politica locale, Solidarietà
🎧 Massimiliano D., Società, Cultura, Eventi
🕊️ Renzo Samaritani Schneider, Memoria, Racconti, Città, Cultura
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