Piazze vuote e politica silenziosa. Osservazioni di Gianni De Iuliis e Renzo Samaritani Schneider

 














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Si è conclusa l'ennesima tornata elettorale e, ancora una volta, le piazze sono rimaste desolatamente vuote. I palchi sono stati montati, ma il cuore pulsante della democrazia — il comizio politico — sembra essere scomparso. Il Professor Gianni De Iuliis, docente di Filosofia, in un post social, solleva un'osservazione acuta nel suo recente post sui social: "La crisi del comizio non è un dettaglio nostalgico, ma un segnale allarmante della trasformazione, e forse dell'indebolimento, del nostro sistema democratico".


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Commento di Renzo Samaritani Schneider: 
Non sono d’accordo con questa analisi. La “digitalizzazione dei comizi” non è necessariamente un segno di impoverimento democratico, anzi: per molti rappresenta un ampliamento della partecipazione.
Grazie alla rete, oggi anche chi lavora, chi ha difficoltà a spostarsi, chi non abita vicino ai centri urbani o chi semplicemente non può essere presente fisicamente può comunque ascoltare, criticare, intervenire e informarsi. La piazza digitale, se usata bene, è inclusiva quanto — e talvolta più — della piazza fisica.
Non è la fine dei comizi: è un’evoluzione. La democrazia non vive meno perché cambia forma. Vive male solo se i contenuti diventano superficiali. E questo non dipende dal mezzo, ma da chi lo usa.

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