Scritto da Dalla Redazione su segnalazione del lettore | 28/02/2026 | Inviato
TRANI (BT) – Sabato 28 febbraio 2026. Riceviamo e pubblichiamo con interesse una dettagliata analisi politica giunta alla nostra redazione da un attento lettore, che pone l'accento su un dato che, se confermato dalle urne, avrebbe del clamoroso per le sue dimensioni, sebbene non per la sua direzione storica: la partita per la poltrona di Primo Cittadino a Trani sembrerebbe, stando ai numeri e agli umori della piazza, già virtualmente chiusa. Il candidato del centrosinistra, il prof. Marco Galiano, non solo si presenta ai nastri di partenza con una coalizione granitica, ma sarebbe attestato su percentuali di gradimento che oscillano tra il 50% e il 55%, con punte che potrebbero addirittura superare questa soglia psicologica e politica decisiva per la vittoria al primo turno.
La segnalazione: un vantaggio incolmabile?
La nota pervenuta in redazione, supportata da un dossier che aggrega tendenze, storici elettorali e recenti rilevazioni, evidenzia come la scelta ufficializzata lo scorso 26 febbraio abbia cementificato un consenso che era già nell'aria. Il titolo che il nostro lettore suggerisce, e che abbiamo deciso di adottare nella sostanza per questa analisi, non lascia spazio a interpretazioni timide: il centrosinistra tranese viaggia verso una riconferma che ha i tratti del plebiscito.
Non si tratta di mero ottimismo di parte, ma di una lettura analitica dei dati disponibili. Le stime aggiornate, infatti, indicano una "forbice" di consenso che parte da una base solida del 50% per toccare e superare il 55%. In termini elettorali, questo significa una sola cosa: l'elezione diretta del sindaco senza passare per le forche caudine del ballottaggio. Un risultato che permetterebbe a Galiano di indossare la fascia tricolore già la sera dello spoglio, lasciando agli avversari l'onore delle armi ma non la possibilità di ribaltare il tavolo.
Il profilo del candidato e la "sintesi" vincente
Marco Galiano, 55 anni, stimato dirigente scolastico e tranese "doc", incarna perfettamente quel profilo di sintesi auspicato dall'amministrazione uscente e, in particolare, dall'ex sindaco Bottaro. La sua figura non è divisiva, ma aggregante. La scuola, luogo di formazione e di incontro per eccellenza, è il background da cui Galiano proviene e che sembra voler traslare nell'amministrazione della cosa pubblica: ascolto, rigore, ma anche capacità di gestire risorse umane e complessità.
La sua discesa in campo non è stata un salto nel buio, ma l'approdo naturale di un percorso politico meticoloso. Ufficializzata pochi giorni fa, la candidatura di Galiano ha avuto l'effetto immediato di serrare i ranghi. Laddove spesso le coalizioni ampie mostrano crepe o dissidi interni sulla scelta del nome apicale, a Trani il centrosinistra ha dato una prova di forza impressionante. Galiano è il nome su cui convergono anime diverse, dal riformismo cattolico alla sinistra radicale, passando per il civismo pragmatico.
Un "Campo Largo" senza precedenti
L'analisi del dossier evidenzia un altro fattore determinante per queste proiezioni di vittoria schiacciante: l'ampiezza e la coesione della coalizione. Non stiamo parlando di un'alleanza tattica dell'ultimo minuto, ma di un "Campo Largo" strutturato e plurale che copre l'intero arco costituzionale progressista.
A sostenere Marco Galiano troviamo infatti il Partito Democratico (PD), perno centrale della coalizione, affiancato dal Movimento 5 Stelle (M5S), che a livello locale conferma la solidità dell'asse giallorosso. Ma la vera forza di questa corazzata elettorale sta nell'inclusione di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che intercetta il voto ecologista e di sinistra, insieme alle forze liberal-democratiche di Italia Viva e Più Europa. A chiudere il cerchio, la lista civica "PER Trani", che ha formalizzato la sua adesione al progetto, disegnando un fronte progressista coeso come non mai.
Come sottolineato nel documento pervenutoci, "tutte queste forze si presentano unite nel sostegno a Galiano". È proprio questa unità aritmetica che si trasforma in potenza politica. La somma dei voti storici di queste liste, unita al valore aggiunto del candidato civico-istituzionale, proietta la coalizione ben oltre la soglia di sicurezza del 50%. Il segretario regionale del PD, Domenico De Santis, ha sintetizzato perfettamente la strategia con una massima calcistica ma efficace: "lo schema non si cambia quando è vincente". E a Trani, questo schema sembra non avere rivali.
I numeri: perché il 55% è realistico
Perché siamo così sicuri di queste percentuali? L'analisi dei flussi elettorali ci viene in soccorso. Trani, negli ultimi dieci anni, si è dimostrata una roccaforte del centrosinistra. La coalizione vince ininterrottamente le elezioni regionali dal 2015, dimostrando che esiste uno "zoccolo duro" di elettorato che non oscilla.
Inoltre, sondaggi effettuati nelle settimane precedenti all'ufficializzazione – quando si ipotizzavano anche altri candidati come Ferrante – accreditavano già la coalizione progressista unita in una fascia tra il 50% e il 60%. La scelta di Galiano non ha fatto altro che consolidare il dato più alto di questa forchetta. Non ci sono, al momento, segnali di logoramento. Al contrario, l'entusiasmo per una candidatura unitaria sembra aver generato un effetto trascinamento (o bandwagon effect) che potrebbe portare il risultato finale addirittura oltre le più rosee aspettative.
I dati e gli analisti citati nel report sono concordi: il centrosinistra riparte non da zero, ma da un "ampio margine". La strategia della coalizione larga, voluta fortemente anche dai vertici regionali, ha creato un muro contro cui le opposizioni rischiano di infrangersi.
Lo scenario avversario: una rincorsa difficile
Dall'altra parte della barricata, il centrodestra ha risposto nominando il dott. Angelo Guariello. Sebbene la chiusura del quadro delle candidature (la cosiddetta "fumata bianca") sia un fatto positivo per la democrazia e il confronto, la sensazione che traspare è quella di una rincorsa affannosa contro un avversario che ha già preso il largo. Il documento in nostro possesso sottolinea come, nonostante la nomina di Guariello, il "campo largo" di Galiano rimanga percepito come "più ampio e variegato".
La differenza non è solo numerica, ma di narrazione. Mentre il centrosinistra parla di continuità amministrativa, di progetti avviati e di una squadra rodata, il centrodestra deve costruire un'alternativa in tempi rapidi, contro un blocco di potere che governa la città da un decennio e che sembra aver mantenuto intatto il feeling con i cittadini.
Conclusioni: verso una vittoria annunciata?
In conclusione, accogliamo la segnalazione del nostro lettore come una fotografia nitida della realtà politica tranese a poche settimane dal voto. Salvo colpi di scena clamorosi, che la politica talvolta riserva ma che oggi appaiono improbabili, Marco Galiano si avvia a diventare Sindaco di Trani con un mandato pieno e fortissimo, legittimato da una percentuale che potrebbe sfiorare o superare il 55%.
Le fonti citate (articoli di TraniViva e RaiNews) e le analisi interne ai partiti convergono tutte verso questo scenario. La campagna elettorale è appena entrata nel vivo, ma per molti osservatori il verdetto è già scritto nei numeri di una coalizione che ha saputo mettere l'unità davanti ai personalismi, blindando di fatto il risultato. Trani 2026 si profila dunque non come una battaglia all'ultimo voto, ma come la consacrazione di un progetto politico egemone.
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