Il racconto del venerdì – Le mani della fruttivendola
di Renzo Samaritani Schneider
Non sono le arance, né le mele lucide, né il verde brillante delle zucchine a catturare davvero l’attenzione.
Sono le mani.
Le ho osservate una mattina di luce chiara, quando il mercato non è ancora rumoroso ma già vivo. Il banco della frutta era disposto come un piccolo teatro: cassette inclinate, colori accesi, profumi che si mescolavano nell’aria fresca.
Lei era lì, come sempre.
Grembiule scuro, capelli raccolti in fretta, sguardo vigile ma non severo.
«Buongiorno,» ho detto.
«Buongiorno a voi,» ha risposto, guardando prima me e poi Massimiliano. «Oggi cosa vi serve?»
Ma io non stavo guardando la frutta.
Guardavo le sue mani.
Mani segnate. Non rovinate, ma abituate. Con piccole rughe sulle nocche, un’unghia leggermente scheggiata, un anello sottile che non toglie mai.
Ha preso un’arancia. L’ha sollevata, girata tra le dita, come si fa con qualcosa che ha una voce propria.
«Questa no,» ha detto piano, rimettendola giù.
Ne ha presa un’altra.
«Questa sì.»
«Cosa cambia?» ho chiesto.
Mi ha guardato, sorpresa ma non infastidita.
«La pelle.»
«La pelle?»
«Se la pelle è tesa, è pronta. Se è molle, ha perso coraggio.»
Ho sorriso.
«Anche le persone?»
Ha inclinato la testa.
«Soprattutto le persone.»
Ha messo le arance nel sacchetto senza farle cadere, senza urtarle. Ogni gesto era preciso, ma mai brusco. La bilancia ha oscillato un attimo, poi si è fermata.
«Un chilo e due,» ha detto. «Ve ne tolgo una o vi fidate?»
«Ci fidiamo,» ha risposto Massimiliano.
Lei ha annuito. «È sempre una buona scelta.»
Una signora anziana si è avvicinata.
«Le solite?» ha chiesto la fruttivendola.
«Le solite.»
«Tre mele e due pere.»
«Come fa a ricordarsi?» ho chiesto.
«Non mi ricordo la frutta,» ha detto mentre sceglieva le mele una per una. «Mi ricordo le persone.»
E continuava a muoversi.
Sistemava una cassetta, raddrizzava un grappolo d’uva, eliminava con discrezione un pomodoro troppo maturo.
Ogni tanto si fermava un secondo. Solo un secondo.
Per guardare.
Per valutare.
Per scegliere.
Un ragazzo giovane ha chiesto:
«Sono buone queste?» indicando le fragole.
Lei ne ha presa una, l’ha annusata.
«Non ancora.»
«Ma sembrano perfette.»
«L’apparenza è una fretta inutile.»
Gliene ha indicata un’altra cassetta.
«Aspetti due giorni.»
«E se non tornano?»
«Torneranno. La frutta insegna la pazienza.»
Mi sono accorto che non stava vendendo soltanto prodotti.
Stava regolando un ritmo.
«Le vostre zucchine sono sempre dritte,» ho detto.
«Perché le scelgo così.»
«E se sono storte?»
«Le tengo per me.»
«Perché?»
«Perché le cose storte hanno bisogno di qualcuno che non le giudichi.»
C’era qualcosa di profondamente umano in quel banco.
Non era solo commercio.
Era riconoscimento.
«Oggi vi vedo stanchi,» ha detto a un certo punto, guardandoci.
«Un po’,» ho ammesso.
Ha preso due mandarini e li ha aggiunti al sacchetto.
«Per il pomeriggio. Non si pagano.»
«Ma—»
«Non discutete. Le vitamine sono diplomatiche.»
Abbiamo riso.
E in quella risata c’era una complicità semplice, senza obblighi.
Prima di andare via, ho guardato ancora le sue mani.
Stavano sistemando una cassetta di melagrane. Le sfiorava come si sfiorano oggetti fragili ma orgogliosi.
«Non si stanca mai?» ho chiesto.
Ha sospeso il gesto per un istante.
«Certo che mi stanco.»
«E allora?»
«Allora il giorno dopo torno. Perché se non torno io, chi le guarda così?»
Ho capito che il lavoro, quando è fatto con rispetto, diventa un linguaggio.
Un modo di dire: ti vedo.
Un modo di restituire dignità anche alle cose più semplici.
Mentre ci allontanavamo, con il sacchetto che profumava di agrumi e terra, ho pensato che certe mani raccontano più di mille discorsi.
Raccontano sacrificio, precisione, cura.
E una forma di amore che non ha bisogno di essere dichiarata.
Il banco restava lì, colorato, vivo.
Le mani continuavano a scegliere.
E ho capito che forse il mondo si regge proprio su questo:
gesti ripetuti con attenzione.
Lavori fatti bene.
Persone che trattano la realtà come qualcosa di vivo.
Renzo Samaritani Schneider – Trani, febbraio 2026

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