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Ambiente

L'Ultimo Tuffo delle Tartarughine: Settembre in Puglia è il Mese della Speranza per la Caretta Caretta

Tartarughe Caretta caretta verso il mare su una spiaggia pugliese al tramonto

di Renzo Samaritani Schneider

Quando il sole scivola dietro le dune e il cielo si tinge d'arancio, lungo alcuni tratti della costa pugliese accade ogni notte, in questi giorni di settembre, un piccolo miracolo silenzioso: dalla sabbia riscaldata da mesi di estate emergono minuscole tartarughe Caretta caretta, pronte al loro primo, incerto cammino verso il mare.

La stagione 2026 era iniziata a giugno con una scoperta che ha subito acceso l'attenzione degli esperti: il primo nido dell'anno in Puglia individuato a Ugento, nel Salento, dai volontari del Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento di Calimera, in collaborazione con il Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento. Da allora il monitoraggio non si è mai fermato: ogni alba, lungo i litorali sabbiosi, gli operatori hanno perlustrato le spiagge in cerca di tracce, cercando di individuare i nidi prima che il mare, i turisti distratti o i predatori naturali potessero comprometterli.

Il lavoro ha dato i suoi frutti proprio nel cuore dell'estate: l'8 agosto, sempre a Ugento, è arrivata la prima schiusa della stagione, con diciannove tartarughine che hanno raggiunto il bagnasciuga sotto lo sguardo commosso dei volontari. Da lì, un nido dopo l'altro, la costa ha continuato a restituire vita: il quinto nido schiuso nella stessa area ha liberato altre settantasei piccole, in un crescendo che ha reso l'estate 2026 una delle più intense per l'attività di tutela in Puglia.

Non solo Salento. Anche sul versante brindisino, nella riserva di Torre Guaceto, il Consorzio di Gestione ha registrato un aumento delle nidificazioni rispetto agli anni precedenti, con sei nidi monitorati lungo l'arco costiero e i volontari impegnati nella sorveglianza quotidiana. Un segnale che, pur in un quadro nazionale di lieve calo dei nidi rispetto agli anni record del passato (circa 280 censiti finora lungo le coste italiane), la Puglia continua a confermarsi tra i territori più vitali per la specie, con decine di nidi distribuiti tra Salento e costa adriatica.

Settembre è il mese in cui la scommessa si gioca fino in fondo. Le uova deposte tra giugno e luglio richiedono in media dai quarantacinque ai sessanta giorni di incubazione: è per questo che è proprio ora, tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, che si concentra il maggior numero di schiuse. Dove il nido è troppo esposto - come accaduto a Ugento, dove una volpe aveva già danneggiato una covata - i volontari intervengono spostando le uova in vere e proprie "hatchery", aree di spiaggia recintate e sorvegliate che permettono alla natura di fare il suo corso in sicurezza.

Per chi in questi giorni si trova ancora sulle spiagge pugliesi, il contributo che si può dare è più semplice di quanto sembri: evitare di illuminare l'arenile con torce o luci artificiali nelle ore notturne, che possono disorientare le tartarughine nel loro cammino verso il mare guidato dal riflesso lunare sull'acqua; non toccare né raccogliere i piccoli, anche se l'istinto sarebbe quello di aiutarli; segnalare tempestivamente ai volontari o alla Guardia Costiera l'avvistamento di tracce sospette sulla sabbia, simili a quelle lasciate da un piccolo cingolato. Sono gesti minimi, che però fanno la differenza tra una schiusa che si conclude in mare aperto e una che si perde lungo la strada.

C'è qualcosa di profondamente pugliese in questa storia silenziosa che si ripete ogni anno: la pazienza dei volontari che tornano ogni alba sulla stessa spiaggia, la cura minuziosa per un nido che nessuno vedrà mai davvero "finito", la gratitudine sobria per ogni piccola tartaruga che raggiunge l'acqua. In un tempo che chiede sempre risultati immediati, la Caretta caretta insegna una lezione diversa: la cura per la vita richiede tempo, costanza, e la volontà di proteggere ciò che è fragile senza pretendere di vederne subito il frutto. Settembre, sulle coste pugliesi, è il mese in cui questa lezione si fa concreta, un piccolo tuffo dopo l'altro.

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