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Bisceglie

Draghi di Luce e Antiche Leggende: il Folklore Pugliese Rinasce Fantasy nel Romanzo di Mario Contino

Illustrazione: drago di luce sopra un paesaggio pugliese

di Carmelina Rotundo Auro

Nella luce calda di fine agosto, tra le pietre del borgo antico di Bisceglie, una piccola folla di lettori si è raccolta per ascoltare una storia che parla di draghi, di regni lontani e di un orfano chiamato a un destino più grande di lui. Non è la trama di un blockbuster hollywoodiano, ma di un romanzo scritto e pensato in Puglia, radicato in un immaginario che affonda le radici molto più vicino a casa di quanto si possa immaginare.

Il libro si intitola "Sagato. Il Drago di Luce" e porta la firma di Mario Contino, autore e ricercatore che da anni si dedica allo studio del folklore, delle tradizioni popolari e dei fenomeni misteriosi del Sud Italia. Prima di approdare al fantasy puro, Contino ha costruito la propria voce attraverso saggi come "Il Diavolo e la Stregoneria in Puglia" e "Fate e Folletti", lavori che hanno raccolto e restituito racconti orali, credenze e superstizioni custodite per generazioni nei paesi pugliesi. È un percorso insolito, quello che porta uno studioso di stregonerie contadine a scrivere di regni immaginari e battaglie tra luce e tenebra, eppure è proprio in quella distanza apparente che si trova il punto più interessante del suo lavoro.

"Sagato" apre una trilogia ambientata nel regno immaginario di Rocford, dove un giovane orfano, apparentemente privo di ogni dono magico o capacità di combattimento, si trova costretto ad affrontare prove durissime e scontri epici per scoprire chi è davvero. La struttura narrativa richiama apertamente le saghe fantasy classiche, ma Contino vi innesta atmosfere che strizzano l'occhio al manga giapponese, tra suggestioni fantasy, isekai e shonen: un impasto che potrebbe sembrare lontano dalla Puglia, se non fosse che l'autore stesso ha più volte raccontato, nelle presentazioni che lo hanno portato da Campi Salentina a Bisceglie, quanto le leggende ascoltate nelle masserie e nei racconti degli anziani abbiano nutrito la sua immaginazione tanto quanto i grandi classici del genere.

È un fenomeno che merita attenzione, quello di un fantasy "made in Italy" che non rinnega le proprie radici per inseguire modelli anglosassoni o orientali, ma li fa dialogare con la memoria contadina del Sud. Le fate e i folletti dei paesi pugliesi, le storie di patti con l'oscurità raccontate un tempo attorno al fuoco, tornano trasfigurate in un romanzo che si rivolge soprattutto ai lettori più giovani, ma che porta con sé, sotto la superficie dell'avventura, un lavoro di ricerca antropologica reale.

Il romanzo, pubblicato da I Libri di Icaro, si inserisce così in un fenomeno editoriale più ampio: quello delle piccole case editrici del Sud che scommettono su generi finora poco esplorati dalla narrativa regionale, aprendo la strada a un pubblico nuovo senza abbandonare il legame con il territorio. Non stupisce che l'opera sia stata accolta con curiosità nelle rassegne letterarie pugliesi, dove il pubblico dei festival dedicati alla lettura ha potuto scoprire un autore capace di muoversi con naturalezza tra il saggio antropologico e il romanzo di formazione fantastico.

Resta da vedere come proseguirà la saga di Rocford nei prossimi capitoli annunciati, ma il primo tassello lascia intravedere una direzione precisa: quella di un immaginario fantastico che non ha bisogno di allontanarsi dalla propria terra per costruire mondi nuovi, perché a volte i draghi più convincenti sono quelli che nascono dalle storie sussurrate in dialetto, prima ancora che scritte su carta.

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