Anno 2026 tra guerre e miraggi di pace.





 Copertina

di Isolina Mariotti

Si dice, già da qualche decennio, che essere nati in questo momento del nostro tempo costituisca una opportunità per l’evoluzione della razza umana e che molte anime abbiano scelto appositamente questo periodo, per venire sulla terra. Ma si pensava che, anche se questo fosse stato vero, potesse avvenire attraverso situazioni positive, di pace. Quello che stiamo vivendo, invece, e al quale nessuno era preparato, sembra uscire direttamente dal libro dell’Apocalisse di Giovanni. Guerre, sopraffazione, annullamento dei diritti umani. La nostra superficialità non ci ha permesso di sentir arrivare tutto ciò e adesso ci domandiamo, allibiti, come è potuto accadere. Per qualunque situazione negativa, che ci arriva da fuori, siamo tutti uniti nell’incolpare gli altri, la vita, il destino, il cielo. Tutti, ma noi stessi mai. E ci sentiamo vittime. Ma quello che succede fuori può succedere solo perché esiste già, dentro di noi. I nostri pensieri creano, nel bene e nel male, ogni cosa pensata. E io mi rendo conto, all’improvviso, che l’Apocalisse, di cui ognuno teme inconsciamente l’avverarsi, non è una punizione divina per il nostro vivere ma è preparato, coltivato dall’essere umano giorno dopo giorno fino al suo completo manifestarsi. Agiamo continuamente contro noi stessi, e senza che nessuno ce lo imponga, dato che abbiamo il libero arbitrio e siamo liberi di fare qualsiasi scelta. La cosa più drammatica, però, è che, di tutto quello che sta succedendo, non ne abbiamo coscienza, non ce ne rendiamo conto.

Possiamo fare qualcosa? Ci stiamo abituando al caos. All’inerzia. Cos’è in grado di contrapporre, quella parte di umanità che ancora si può definire tale? Il riapproprio della nostra coscienza o il voltarci dall’altra parte rassicurando noi stessi che la cosa non ci riguarda? Ovviamente mentendo. E’ una questione di scelta. Solo una questione di scelta, ma è fondamentale e il tempo per farla è maturo.

Come può l’essere umano concepire un progetto che rischia di distruggere un intero pianeta e la sua stessa casa? E per cosa poi? Ma le voci che si alzano, contrarie, sono timide, isolate. Sono le voci di chi si rende conto che si deve uscire dal percorso di morte intrapreso, alla fine del quale c’è solo il nulla. Ma qualcuno ascolta?

Domande, quante domande alle quali, anche potendolo fare, il solo rispondere non basta! In questa lotta tra bene e male, tra ragione e pazzia non c’è una via diversa, su cui camminare, se non quella del fermarsi, girarsi e forti di una nuova consapevolezza dire no. Un no dentro e fuori di noi. E finalmente diventare se stessi. Esseri umani con la testa nel cielo e i piedi ancorati fermamente a questa nostra terra. Che cosa stupenda sarebbe. Finalmente!

Isolina Mariotti

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