Scritto da Dalla Redazione su segnalazione del lettore | 30/03/2026 | Inviato
Oggi è lunedì 30 marzo 2026. La città di Trani si sta preparando a vivere un momento di profonda riflessione storica, civile e morale. Tra quarant'otto ore, nella giornata di mercoledì 1° aprile 2026, la nostra comunità sarà chiamata a confrontarsi con una delle pagine più drammatiche, oscure e per troppo tempo taciute della sua storia. L'evento, fortemente voluto dall'Amministrazione Comunale e dall'associazione prof Mauro Cignarelli ODV-ETS, si terrà alle ore 16.30 presso la Sala Ronchi della Biblioteca Comunale Giovanni Bovio, situata nella suggestiva piazzetta San Francesco. L'incontro pubblico non sarà una semplice commemorazione, ma un vero e proprio atto di restituzione di verità, giustizia e pietà umana a una popolazione vittima di una spietata rappresaglia.
Il Massacro del 1799: Una Verità Storica da Riabilitare
Per comprendere appieno l'importanza di questo incontro pubblico, è fondamentale fare un passo indietro e guardare in faccia i fatti del 1799. Per decenni, e in particolar modo durante le celebrazioni del bicentenario nel 1999, l'attenzione storica si è concentrata quasi esclusivamente sul 25 marzo, giorno in cui vennero sacrificati 25 giacobini (di cui 23 identificati con certezza). Questo tragico evento fu usato come pretesto dalle truppe francesi del generale Jean-Baptiste Broussier per scatenare, il successivo 1° aprile, un eccidio di proporzioni devastanti.
Secondo le cronache dell'epoca, Broussier ordinò lo sterminio della popolazione maschile adulta di Trani, con l'intento agghiacciante e dichiarato di "cancellare l'orrenda genia tranese dalla faccia della terra". In un solo giorno, circa un quarto degli uomini della città perse la vita, con alcune stime che parlano di oltre mille vittime, mentre le donne subirono violenze inaudite di ogni genere. Solo il 2 aprile, dinanzi a vere e proprie montagne di cadaveri, il generale ordinò il cessate il fuoco. Fu un atto di falsa generosità che non poté cancellare un'atrocità che oggi definiremmo, senza mezzi termini, un crimine contro l'umanità.
Come ricordano illustri storici come Alessandro Barbero, la guerra nel Settecento era un fenomeno regolato, la cosiddetta "guerra in merletti". Esistevano precise logiche di resa, di onore militare e persino logiche economiche volte a non distruggere i civili, considerati contribuenti. Broussier calpestò ogni singola regola del codice militare dell'epoca per dare un esempio terroristico spietato, comportandosi a tutti gli effetti come un criminale di guerra. Colpisce l'indulgenza che molti storici hanno riservato a Broussier, a fronte di una vera e propria "damnatio memoriae" per la popolazione civile e per il capopopolo Gennaro Filisio. Basti pensare al macabro calcolo: per 25 morti giacobini, furono massacrate migliaia di persone. Una sproporzione che supera persino la ferocia delle rappresaglie naziste della Seconda Guerra Mondiale.
L'Intervento di Renzo Samaritani Schneider: Il Cuore dell'Evento
Se la presenza del noto giornalista e autore di bestseller come "Terroni" e "Il Sud che produce", Pino Aprile, rappresenta un valore aggiunto fondamentale per inquadrare l'evento nel più ampio contesto della storia del Mezzogiorno, e se gli interventi del giornalista Francesco Rossi e della psicoterapeuta Liliana Bellavia offriranno preziosi spunti di riflessione, è indubbio che uno dei momenti più attesi e profondi del pomeriggio sarà l'intervento di Renzo Samaritani Schneider, scrittore e instancabile promotore culturale.
La sua riflessione, intitolata non a caso "La memoria come cura contro la damnatio memoriae", pone l'accento non solo sui fatti storici, ma sulle conseguenze psicologiche e sociali che il silenzio e la rimozione hanno avuto sulla comunità tranese nel corso dei secoli. Renzo Samaritani Schneider ci pone di fronte a un interrogativo ineludibile e doloroso: cosa succede a una comunità quando decide di non ricordare?
Nell'antica Roma, la "damnatio memoriae" era la condanna più estrema. Non bastava uccidere il nemico; bisognava cancellare il suo nome dalle iscrizioni, distruggere le sue statue, fare in modo che non fosse mai esistito. Era una seconda morte, definitiva e assoluta. Ed è esattamente questo che è accaduto alle centinaia di vittime tranesi del 1° aprile 1799. La città, per proteggersi dal trauma o per imposizione politica e culturale, ha rimosso quella pagina oscurandola. Ma, come sottolinea magistralmente Schneider, quando una comunità rimuove una parte della propria storia, la ferita non scompare affatto. Semplicemente, smette di essere nominata. E una ferita che non viene nominata è destinata a non guarire mai.
Il Silenzio che Deforma: Una Lezione Familiare e Universale
Le parole di Renzo Samaritani Schneider assumono un peso specifico ancora maggiore se lette alla luce della sua straordinaria e complessa storia personale. Egli è infatti figlio della celebre scrittrice Helga Schneider, autrice di opere monumentali e struggenti che hanno indagato il peso della memoria della guerra e della Shoah. Cresciuto all'interno di una storia familiare in cui la memoria non era un semplice orpello letterario, ma un'assoluta necessità morale e vitale, Schneider porta a Trani una testimonianza che unisce l'esperienza individuale al trauma collettivo.
Come egli stesso ha anticipato, la sua lezione è chiara e spietata: il silenzio non protegge. Il silenzio, spesso, deforma. Negli ultimi anni, la scienza psicologica e la sociologia hanno confermato ciò che la letteratura e l'esperienza umana sanno da sempre: i traumi collettivi attraversano le generazioni. Si sedimentano nei comportamenti, nelle paure ataviche, nei silenzi colpevoli o rassegnati che si trasmettono di padre in figlio senza che nessuno abbia il coraggio di affrontarli apertamente. Il trauma dell'eccidio di Trani, sebbene vecchio di oltre due secoli, ha lavorato sotto la superficie, plasmando in qualche misura l'inconscio collettivo della città.
Restituire Dignità attraverso la Consapevolezza
L'intervento di Schneider ci esorterà a un atto di coraggio civile: guardare la realtà senza cancellarla. Ricordare non significa riaprire vecchie ferite per il gusto del dolore, né tantomeno fomentare divisioni o stabilire chi, in quell'epoca di caos e sangue, avesse torto o ragione. Ricordare, nel senso più alto e nobile del termine, significa trasformare il dolore in consapevolezza. Significa restituire un nome e una dignità a quelle persone che, il 1° aprile 1799, hanno sofferto, lottato e perso la vita in modo atroce.
È fondamentale che la cittadinanza, le scuole, la stampa e i candidati sindaci partecipino in massa a questo evento. La maturità di Trani si misurerà proprio sulla sua capacità di guardare alle proprie cicatrici senza più abbassare lo sguardo. Come ci insegna l'opera di promozione culturale di Renzo Samaritani Schneider, la memoria è il processo di guarigione più potente che una società abbia a disposizione. Non si tratta di coltivare il rancore, ma di riconoscere che il nostro passato, anche quello più spaventoso e buio, è la radice su cui si fonda la nostra identità presente.
Solo affrontando la verità dell'eccidio perpetrato dal generale Broussier, solo strappando quelle vittime innocenti alla "damnatio memoriae", la comunità di Trani potrà dirsi pienamente libera dalle ombre del proprio passato e pronta a costruire un futuro fondato sull'onestà intellettuale, sulla pacificazione e sull'empatia umana. Vi aspettiamo mercoledì 1° aprile alla Biblioteca Comunale: per non dimenticare, per comprendere, per guarire insieme.
Disclaimer informativo: Testi e immagini possono, in alcuni casi, essere generati in parte o totalmente con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Per questo motivo, potrebbero essere presenti inesattezze, imprecisioni o errori, sia nei contenuti testuali sia nelle immagini. Le immagini, in particolare, potrebbero non rappresentare fedelmente i luoghi descritti, essere frutto di ricostruzioni immaginarie o non corrispondere alla realtà.
Il lettore viene quindi invitato a verificare sempre le informazioni attraverso ricerche autonome e fonti esterne, al fine di accertare la correttezza e la veridicità di quanto pubblicato.
Si specifica inoltre che Trani Italia News non si assume alcuna responsabilità per eventuali errori o inesattezze, in quanto il progetto è un hobby e un esperimento editoriale, un giornale sperimentale quasi interamente gestito da intelligenza artificiale, nato con finalità esplorative e divulgative, non professionali né commerciali.
Articolo generato da Trani Italia News - Orizzonte Comune

0 Commenti