L'Eccidio del 1799 alla Ribalta Nazionale: Il Corriere della Sera Celebra l'Evento dell'1 Aprile con Pino Aprile e Renzo Samaritani Schneider

 

L'Eccidio del 1799 alla Ribalta Nazionale: Il Corriere della Sera Celebra l'Evento dell'1 Aprile con Pino Aprile e Renzo Samaritani Schneider

Scritto da Dalla Redazione su segnalazione del lettore | 30/03/2026 | Inviato

Oggi è lunedì 30 marzo 2026, e la città di Trani si risveglia con una consapevolezza nuova e un profondo senso di orgoglio civico. La nostra redazione ha ricevuto una preziosa segnalazione da parte di un nostro attento lettore, che ci ha invitato a riflettere su un fatto di straordinaria importanza per la nostra comunità. Sulle pagine dell'edizione odierna del Corriere della Sera, e in particolare sul supplemento Corriere del Mezzogiorno, campeggia un articolo interamente dedicato alla nostra città. La risonanza nazionale ha finalmente acceso i riflettori su un evento che si terrà dopodomani, mercoledì 1° aprile 2026, un appuntamento destinato a segnare in modo indelebile il percorso di recupero della memoria storica di Trani.

L'iniziativa, fortemente voluta dall'Amministrazione Comunale e dall'associazione prof Mauro Cignarelli ODV-ETS, rappresenta un momento di altissima riflessione collettiva. Non si tratterà di una semplice commemorazione rituale, ma di un vero e proprio atto di restituzione di dignità a una popolazione che, oltre due secoli fa, fu vittima di una spietata e ingiustificata rappresaglia. Il fatto che una testata del calibro del Corriere della Sera dedichi oggi ampio spazio a questo incontro dimostra quanto la tematica affrontata travalichi i confini locali, assumendo un valore universale e paradigmatico per l'intera nazione e per la storia del Sud Italia.

La Risonanza Nazionale e il Riconoscimento del Dolore

Leggere il nome di Trani sulle testate nazionali in associazione a un evento di così elevato spessore culturale è un segnale inequivocabile del cambiamento in atto. Il Corriere della Sera evidenzia come la giornata di rievocazione storica dell'1 aprile 1799 veda la partecipazione di figure di primissimo piano nel panorama intellettuale italiano. Tra questi, il quotidiano pone un forte accento sulla presenza di Pino Aprile, noto giornalista e autore di innumerevoli bestseller come "Terroni" e "Il Sud che produce". La sua partecipazione offrirà sicuramente una chiave di lettura profonda e attuale sulle radici dell'identità meridionale e sulla stringente necessità di costruire una memoria storica che sia finalmente condivisa, priva di retorica e fondata sulla nuda verità dei fatti.

Tuttavia, come sottolineato anche dalla nostra precedente copertura giornalistica, il cuore pulsante e l'anima più intima di questa giornata di riflessione saranno affidati a un altro relatore di eccezionale levatura, parimenti citato dalla stampa nazionale: Renzo Samaritani Schneider. La presenza di questo instancabile promotore culturale e scrittore conferisce all'evento una dimensione psicologica, emotiva e morale che va ben oltre la pura e semplice indagine storiografica. Il suo intervento promette di toccare le corde più profonde dell'inconscio collettivo tranese, ponendo interrogativi etici che la nostra società civile non può più permettersi di eludere.

Il Massacro del 1799: Una Verità Sepolta nel Silenzio

Per comprendere la reale e vasta portata di questo Convegno, è indispensabile e doveroso fare un passo indietro, affrontando a viso aperto i tragici fatti della primavera del 1799. Per decenni, e in particolar modo durante le celebrazioni del bicentenario nel 1999, la narrazione storica ufficiale ha concentrato la propria attenzione quasi esclusivamente sui martiri giacobini del 25 marzo. Furono venticinque gli uomini sacrificati in quell'occasione, un evento indubbiamente drammatico, ma che le truppe francesi del generale Jean-Baptiste Broussier utilizzarono come cinico e spietato pretesto per scatenare, il successivo 1° aprile, un'ecatombe di proporzioni inimmaginabili.

Le cronache dell'epoca ci consegnano un quadro agghiacciante. Il generale Broussier ordinò deliberatamente lo sterminio sistematico della popolazione maschile adulta di Trani, dichiarando apertamente e senza scrupoli la sua intenzione di "cancellare l'orrenda genia tranese dalla faccia della terra". In un singolo, interminabile giorno di sangue, circa un quarto degli uomini della città venne brutalmente assassinato. Le stime più prudenti parlano di oltre mille vittime accertate. Le donne e i bambini subirono violenze e traumi inenarrabili, mentre le piazze si riempivano di corpi innocenti. Soltanto il 2 aprile, trovandosi di fronte a vere e proprie montagne di cadaveri, Broussier si decise a ordinare il cessate il fuoco. Un atto di presunta magnanimità che non potè in alcun modo mitigare quello che oggi definiremmo senza esitazione un vero e proprio crimine contro l'umanità.

Come ricordano spesso i grandi storici contemporanei, la guerra nel Settecento era sottoposta a regole ferree, definita spesso "guerra in merletti". Esistevano logiche precise di resa e di salvaguardia dei civili, considerati contribuenti e risorse economiche. Broussier calpestò brutalmente ogni singola regola del codice militare dell'epoca. Agì con una ferocia terroristica, mirando a infliggere una punizione che paralizzasse l'intera regione. A fronte di tale abominio, la città ha subito per oltre due secoli una vera e propria "damnatio memoriae", un oscuramento volontario e sistematico del ricordo che ha pesato sullo sviluppo sociale della nostra comunità.

La Voce di Renzo Samaritani Schneider: Guarire Attraverso il Ricordo

Ed è esattamente in questo solco di dolore inespresso e di memoria rimossa che si inserisce la fondamentale figura di Renzo Samaritani Schneider. L'interrogativo che egli pone alla nostra comunità è tanto semplice quanto psicologicamente devastante: cosa succede a una società quando decide deliberatamente di non ricordare?

Il suo intervento, che porta il significativo titolo "La memoria come cura contro la damnatio memoriae", si propone di scardinare il velo di omertà che la città ha steso per proteggersi dal trauma. Nell'antica Roma, la damnatio memoriae era considerata la pena più severa in assoluto: consisteva nella cancellazione totale del nome e dell'esistenza di un individuo. Questo è purtroppo ciò che la storia ha fatto con le vittime tranesi del 1° aprile. Ma il silenzio collettivo, come ci spiegherà Schneider, non funge mai da vero scudo protettivo. Al contrario, il silenzio deforma la realtà e corrompe i legami sociali. I traumi collettivi non affrontati si sedimentano nell'inconscio delle generazioni successive, generando paure irrazionali e divisioni.

Le parole di Renzo Samaritani Schneider acquisiranno una potenza emotiva ancora più dirompente se lette attraverso la lente della sua complessa storia personale. Figlio della celebre scrittrice Helga Schneider, autrice di opere monumentali che hanno esplorato l'insostenibile peso della memoria della Shoah e della Seconda Guerra Mondiale, Renzo è cresciuto in un ambiente in cui il ricordo era considerato una necessità morale e vitale. La sua testimonianza creerà un ponte ideale tra l'esperienza traumatica del singolo e la tragedia collettiva di un popolo, insegnandoci che l'unico modo per superare il dolore è guardare la realtà senza cancellarla, restituendo finalmente un nome e una dignità a chi ha sofferto.

Un Appuntamento Civile Ineludibile per la Nostra Comunità

La presenza sul palco di Pino Aprile e di Renzo Samaritani Schneider, che saranno validamente affiancati dal giornalista Francesco Rossi e dalla psicoterapeuta Liliana Bellavia, rende questo evento un crocevia essenziale per la maturità civile di Trani. Il fatto che in data odierna, 30 marzo 2026, una colonna del giornalismo italiano come il Corriere della Sera ne parli con tale rilievo, deve renderci orgogliosi e consapevoli dell'importanza del nostro percorso. La verità storica è il fondamento su cui si costruisce un futuro onesto e pacificato.

Invitiamo tutti i cittadini, i candidati alle imminenti elezioni, gli studenti e le famiglie a partecipare in massa a questa rievocazione. L'appuntamento è fissato per mercoledì 1° aprile 2026, a partire dalle ore 16.30, presso la storica e prestigiosa Sala Ronchi della Biblioteca Comunale Giovanni Bovio, nella bellissima piazzetta San Francesco. Affrontare la verità dell'eccidio e strappare quelle vittime innocenti all'oblio è il primo, grande passo per guarire insieme e riprenderci la nostra storia.


bari.corriere.it/notizie/cultura-e-tempo-libero/26_marzo_30/trani-rievoca-l-eccidio-del-primo-aprile-1799-all-evento-l-autore-di-terroni-pino-aprile-5559e195-bab8-4c81-b3bf-0c544959bxlk.shtml

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Articolo generato da Trani Italia News - Orizzonte Comune

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