Lunedì 24 agosto 2026 – Edizione Extra
Cari amici,
lo so: ci siamo sentiti pochissimo tempo fa e il prossimo appuntamento regolare del Diario del Basilico non sarebbe ancora arrivato.
Ma questa sera facciamo un’eccezione.
C’è un appuntamento che si terrà già domenica prossima e al quale tengo a dare spazio prima che sia troppo tardi. E c’è anche un piccolo cambio di programma personale che preferisco raccontarvi direttamente, con semplicità, invece di lasciare che qualcuno si chieda perché io e Massimiliano non saremo presenti dove avevamo detto che saremmo stati.
🌿 Un piccolo passo indietro dagli impegni pubbliciNelle prossime settimane ho deciso di alleggerire un po’ l’agenda e ridurre per un breve periodo le presenze pubbliche non indispensabili.
Non c’è nulla di grave, nessun mistero e nessuna vicenda particolare da raccontare. È semplicemente una scelta di misura: ogni tanto ci si accorge che l’agenda è diventata più piena della vita e che, prima di aggiungere un altro appuntamento, conviene restituire un po’ di spazio alle giornate normali, alle cose semplici e anche a quel prezioso tempo nel quale non dobbiamo necessariamente “fare” qualcosa.
Per questo motivo io e Massimiliano non riusciremo a essere presenti domenica 30 agosto al Circolo Culturale Lacarvella, come avevamo inizialmente previsto.
E, per la stessa ragione, anche la presentazione del mio libro “Echi dell’Olocausto”, che avevamo immaginato di organizzare presso Lacarvella tra settembre e ottobre, per il momento non verrà programmata.
Non è un addio al progetto e, soprattutto, non è una presa di distanza da Lacarvella. È soltanto un rinvio senza una nuova data già fissata. Quando sarà il momento giusto, se le condizioni lo permetteranno, ne riparleremo con calma.
Mi dispiace in particolare perché ad Antonio avevo detto che saremmo stati presenti domenica. Spero però che comprenderà lo spirito di questa scelta: qualche volta rispettare un impegno significa esserci; qualche altra volta significa avere l’onestà di dire per tempo che non si riuscirà a esserci come si vorrebbe.
🎨 Domenica 30 agosto: il gran finale a LacarvellaLa nostra assenza, però, non deve togliere neppure un grammo di attenzione all’appuntamento.
Domenica 30 agosto 2026, alle ore 20:00, presso il Circolo Culturale Lacarvella, in via Mausoleo 25 a Trani, si concluderà il percorso espositivo che raccoglie i lavori realizzati dagli allievi dell’Università della Terza Età di Trani, frutto di un intero anno di attività formative.
Sarà il momento conclusivo di una mostra collettiva che ha dato spazio alla creatività, all’apprendimento e soprattutto a un’idea che condivido profondamente: non esiste un’età nella quale si debba smettere di imparare, creare, sperimentare o mettersi in gioco.
È prevista anche la presenza del sindaco di Trani, professor Marco Galiano, e l’appuntamento si arricchirà di una nuova collaborazione con gli “Amici della musica di Astor Piazzolla”.
Perciò, a chi sarà a Trani domenica sera, dico davvero: andateci anche per noi.
Un circolo culturale vive quando le persone attraversano la sua porta. Una mostra vive quando qualcuno si ferma davanti a un’opera. La musica vive quando trova un orecchio disposto ad ascoltarla.
🎭 Lacarvella e Antonio Russo Galante: una storia culturale che viene da lontanoPrima di cambiare argomento voglio spendere qualche parola in più per Antonio Russo Galante e per Lacarvella.
L’Associazione Artistico-Culturale Nazionale Lacarvella nasce a Trani il 4 giugno 2000, attorno a un gruppo di giovani accomunati dall’amore per l’arte. Nel tempo è diventata una realtà radicata sul territorio, capace di mettere insieme generazioni, linguaggi artistici e iniziative culturali diverse. Nel 2020 ai soci fondatori è stata conferita dal Comune di Trani la Cittadinanza Benemerita “Ordinamenta Maris”, proprio per l’impegno civile, sociale e culturale portato avanti negli anni.
Antonio, che dell’associazione è il fondatore, è un artista dalla formazione ampia ed eclettica. Nato nel 1981 a Milano ma legato a Trani, ha una formazione nelle arti visive, nella grafica e nella decorazione; ha esposto in Italia e all’estero e insegna Arte e immagine. Ma al di là dei titoli e delle mostre, quello che mi interessa sottolineare qui è la continuità: più di venticinque anni dedicati a creare occasioni culturali, spazi di incontro e possibilità di espressione per altre persone.
Questa è una delle ragioni per cui mi dispiace non poter essere presente domenica. Ma è anche la ragione per cui ci tengo a parlarne proprio qui.
Per conoscere meglio Lacarvella:
https://www.lacarvella.it/
Antonio, grazie per quello che continui a fare. E scusaci se questa volta non saremo lì di persona.
🍉 Dal calendario alla sorpresa: l’anguria giallaE adesso cambiamo completamente scena.
Dal nostro famoso Parcheggio dei Pensieri ne tiro fuori uno che aspettava da qualche settimana.
Qualche tempo fa, sul terrazzino dove io e Massimiliano pranziamo quando il tempo lo permette, è arrivata un’anguria.
Fin qui, niente di memorabile.
La guardavi da fuori ed era un cocomero come tanti: scorza verde, forma rassicurante, nessun indizio particolare.
Poi l’abbiamo tagliata.
Ed era gialla.
Gialla davvero.
Per me era la prima volta in vita mia.
Ho avuto per un secondo quella sensazione buffissima che si prova quando il cervello sa perfettamente che ciò che sta vedendo è possibile, ma continua a protestare perché è abituato a un’altra immagine.
L’anguria deve essere rossa.
E invece no.
Era bellissima, dolce, fresca e, soprattutto, completamente diversa da ciò che mi aspettavo.
Mi ha fatto pensare a quante volte facciamo la stessa cosa con le persone e con le situazioni: vediamo la scorza e immaginiamo già di sapere che cosa troveremo dentro.
Poi arriva il coltello della vita — detto così sembra drammatico, ma avete capito cosa intendo 😄 — e scopriamo che dentro c’è un colore che non avevamo previsto.
Forse è uno dei motivi per cui questa newsletter mi piace così tanto: mi costringe a non buttare via quei piccoli momenti che, se non li scrivessi, sparirebbero nel giro di pochi giorni.
Una pianta di basilico.
Un’anguria gialla.
Una presentazione rimandata.
Una mostra alla quale non riusciremo ad andare.
Piccole cose che, messe una accanto all’altra, alla fine raccontano una vita.
🌊 E poi ci sono i giovedìUn altro pensiero parcheggiato riguardava i nostri giovedì al mare.
La spiaggia libera, la stuoia, il bagno quando riusciamo ad arrivare in tempo per trovare ancora il sole, poi magari le nuvole che arrivano, il vento che rende tutto più piacevole, un aperitivo e il rumore del mare.
E, sugli alberi vicini, quei pappagallini che sembrano avere sempre moltissimo da discutere tra loro.
Poi si raccolgono le cose e si va al supermercato lì vicino ancora in ciabatte, con l’asciugamano e la borsa da spiaggia.
È una scena talmente poco solenne che mi piace moltissimo.
Perché nello stesso periodo puoi occuparti di libri, radio, associazioni e progetti culturali e, poche ore dopo, essere semplicemente due persone in ciabatte che devono ricordarsi se a casa è finito il latte.
Credo che la vita abbia bisogno di entrambe le cose.
Dei progetti che sembrano importanti.
E delle commissioni che ci riportano immediatamente sulla Terra.
🌿 Una foglia fuori calendarioE così questa newsletter extra è arrivata fuori programma.
Forse un po’ come l’anguria gialla.
Forse un po’ come certi cambi di programma che all’inizio sembrano soltanto rinunce e poi si rivelano invece spazi liberati.
Il basilico, naturalmente, non sa niente di tutto questo.
Non conosce Lacarvella.
Non conosce le agende.
Non sa che una presentazione è stata rinviata.
Non sa neppure che esiste il concetto di “newsletter extra”.
Continua a fare quello che sa fare: prende luce, beve acqua e cresce.
Forse questa volta la sua lezione è proprio qui.
Non tutto ciò che viene rimandato è perduto. Non tutto ciò che cambia è un problema. E non tutte le foglie devono nascere secondo calendario.
Grazie per aver aperto anche questa edizione straordinaria.
Un abbraccio da parte mia e di Massimiliano Deliso.
A presto — e, questa volta, prometto di non dirvi esattamente quando. 😄🌿
Renzo Samaritani Schneider
Massimiliano Deliso
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Una foglia alla volta.