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Diario

il Diario del Basilico, episodio 5

🌿 Il Diario del Basilico

Episodio 5

Diventa il protagonista

Quando una semplice pianta si prende tutta la scena

Domenica 16 agosto 2026

Cari amici,

ieri era Ferragosto.

Oggi la città sembra avere quel respiro particolare del giorno dopo: qualcuno è ancora al mare, qualcuno dorme un po’ più a lungo, qualcuno raccoglie i resti di una cena, qualcuno prepara le valigie per tornare a casa.

E il nostro basilico?

Lui è sempre qui.

Solo che questa volta abbiamo deciso di trattarlo come una star.

Immaginatelo fotografato come quei prodotti delle pubblicità patinate: luce perfetta, fondo elegante, foglie lucide, il verde intenso che occupa quasi tutta l’immagine. Non più una piantina comprata al supermercato e sistemata in cucina, ma il protagonista assoluto della scena.

Fa quasi sorridere.

Perché lui non ha fatto niente per meritarsi questa promozione.

Non ha cambiato vestito.

Non si è messo in posa.

Non ha chiesto attenzione.

È sempre lo stesso basilico.

Siamo noi ad aver cambiato il modo di guardarlo.

Ed è proprio questa idea che mi accompagna mentre scrivo il nuovo episodio del Diario del Basilico.

A volte le cose diventano importanti non perché improvvisamente cambino, ma perché decidiamo di fermarci e accorgerci che erano importanti già prima.

Una pianta.

Una strada.

Un vicino.

Una città.

Una persona che nessuno ascolta.

Una piccola inciviltà che non farà mai il giro dei telegiornali, ma che può rendere una notte più difficile a chi vive lì.

E così, quasi senza volerlo, questo episodio che doveva parlare di una pianta fotografata come in una pubblicità di lusso è diventato anche un episodio su Trani.

La città che io e Massimiliano abbiamo scelto.

La città che amiamo.

E proprio perché la amiamo, quella che vorremmo contribuire, nel nostro piccolissimo, a custodire.


🌿 Quando il cittadino diventa protagonista

Qualche giorno fa è nato ufficialmente Trani Orizzonte – Osservatorio Civico, un progetto promosso dall’Associazione Culturale TerraMare Nexus, per iniziativa mia e di Massimiliano.

L’idea è molto semplice.

Mettere a disposizione dei cittadini uno strumento gratuito attraverso il quale segnalare una buca, un problema all’illuminazione, una situazione di degrado, una criticità del verde pubblico o altre piccole e grandi cose che rendono meno vivibile uno spazio urbano.

Si può indicare il luogo, anche tramite GPS, descrivere il problema, allegare una fotografia e indicare il livello di urgenza percepito. Ogni segnalazione riceve un codice identificativo e viene inserita in un archivio che permette di individuare anche problemi ricorrenti e, quando opportuno, organizzarli per un eventuale inoltro agli enti competenti.

Ci tengo però a ripetere una cosa importante.

Trani Orizzonte non è un servizio del Comune di Trani.

Non sostituisce i canali istituzionali e, soprattutto, non deve essere utilizzato al posto dei numeri e dei servizi di emergenza.

È semplicemente uno strumento civico, gratuito e indipendente.

Uno spazio in più.

Una piccola possibilità data a chi pensa:

"Questa cosa non funziona. Possiamo almeno segnalarla?"

Abbiamo raccontato il progetto anche su TranItaliaNews:

https://www.tranitalianews.it/2026/08/nasce-trani-orizzonte-il-nuovo-servizio.html

Il senso, in fondo, è racchiuso perfettamente nel titolo di questo episodio.

Diventa il protagonista.

Non aspettare sempre che qualcun altro veda.

Non pensare automaticamente che qualcun altro abbia già segnalato.

Non limitarti necessariamente a lamentarti al bar o sui social.

Fotografa.

Descrivi.

Segnala.

Partecipa.

Poi magari quella segnalazione non risolverà il problema il giorno successivo.

Ma avrai fatto la tua parte.


🌃 Una notte in via Aldo Moro

E proprio pochi giorni dopo la nascita di Trani Orizzonte è accaduta una cosa che mi ha fatto riflettere ancora di più sul significato della cura quotidiana di una città.

Nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 agosto, poco dopo mezzanotte, io e Massimiliano ci siamo trovati alla finestra di casa davanti a una scena piuttosto assurda.

In via Aldo Moro, più o meno all’altezza del civico 55, un sacchetto era rimasto sospeso a un cavo sopra la strada.

Non potevamo sapere che cosa contenesse.

Non sapevamo come fosse finito lì.

E non mi interessava inventare una spiegazione solo per rendere la storia più interessante.

Quello che vedevamo, però, era concreto.

Alcuni giovani in moto avevano cominciato a far oscillare il sacchetto e a passarci vicino schivandolo. Anche alcune automobili erano costrette a modificare la traiettoria quando questo finiva sulla carreggiata.

Per qualche minuto una normalissima strada sotto casa si era trasformata in una specie di piccolo percorso a ostacoli.

Poi sono arrivati i Vigili del Fuoco.

Sono intervenuti, hanno raggiunto il sacchetto e lo hanno rimosso.

Fine della storia.

Nessun grande fatto di cronaca.

Nessuna apocalisse tranese.

Nessun bisogno di trasformare l’episodio in qualcosa che non era. È esattamente questo lo spirito con cui ho poi raccontato la vicenda nell’articolo pubblicato il 14 agosto da Il Giornale di Trani.

Il direttore del giornale, Nico Aurora, mi aveva chiesto di scrivere un pezzo partendo proprio da ciò che io e Massimiliano avevamo visto sotto casa.

Ne è nato:

“Trani è bellissima, ma la bellezza va custodita anche di notte”

Lo trovate qui:

https://ilgiornaleditrani.it/notizie/115576/trani/trani-e-bellissima-ma-la-bellezza-va-custodita-anche-di-notte

Il punto dell’articolo non era quel sacchetto.

Il sacchetto era soltanto l’occasione.

Il punto era un altro: quanto siamo disposti a prenderci cura della città anche quando non accade niente di abbastanza importante da meritare un titolo a tutta pagina?

Perché la qualità della vita passa anche dalle piccole cose.

Dal rumore.

Dal modo in cui si guida.

Dal rispetto del sonno di chi abita sopra una strada.

Da come parcheggiamo.

Da come usiamo un motorino.

Da ciò che lasciamo sui marciapiedi.

Dal modo in cui trattiamo uno spazio che non appartiene soltanto a noi.

Nell’articolo ho anche sostenuto che, soprattutto in alcune ore e zone più delicate, una presenza più visibile e mirata degli organi preposti ai controlli potrebbe essere utile, precisando nello stesso tempo che nessuna pattuglia potrà mai sostituire l’educazione, la famiglia, la scuola e la cultura civica. Le due cose non devono essere messe l’una contro l’altra.


🕯️ Ci sono anche momenti in cui scegliere di non parlare

Voglio però aggiungere qui, tra amici e lettori del Diario del Basilico, una cosa che nell’articolo non avevo motivo di spiegare.

In quelle stesse ore Trani era profondamente scossa da una tragedia ben più grave: la morte violenta di un giovane.

Naturalmente ne ero perfettamente a conoscenza.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché, scrivendo di sicurezza e vivibilità urbana proprio in quei giorni, io non ne abbia fatto cenno.

La risposta è semplice.

L’ho esclusa deliberatamente.

Il mio articolo non nasceva come analisi sulla criminalità a Trani.

Non nasceva come commento a quell’omicidio.

Nico mi aveva chiesto di partire dall’episodio che avevamo visto sotto casa e di sviluppare una riflessione civica sulla città.

Inserire in quel discorso la morte di un ragazzo mi sarebbe sembrato profondamente sbagliato.

Avrei messo nella stessa pagina una tragedia umana enorme e un sacchetto appeso sopra una strada.

Sarei finito, permettetemi l’espressione, a mischiare il sacro con il profano.

E soprattutto avrei corso il rischio di dare anche soltanto l’impressione di utilizzare la morte di una persona per rendere più forte un altro ragionamento.

Non volevo farlo.

Quella tragedia merita tutt’altro tono.

Tutt’altro spazio.

Tutt’altra profondità.

E non è neppure detto che quello spazio debba necessariamente essere riempito da me.

In questi giorni ne hanno parlato moltissime persone, giustamente.

Sono state scritte tante parole.

Anche il sindaco ha espresso una riflessione che ho trovato molto bella.

Io, sinceramente, non sentivo il bisogno di aggiungerne altre soltanto perché, in qualche modo, ci si aspetta che tutti dicano qualcosa.

Ci sono momenti nei quali parlare è necessario.

E ci sono momenti nei quali, quando le cose importanti sono già state dette, anche non aggiungere altre parole può essere una scelta.

Il silenzio non è sempre disinteresse.

Qualche volta è rispetto.


🤝 Essere misurati non significa essere buonisti

C’è poi un’altra questione alla quale tengo.

Ogni volta che si prova a parlare di un problema senza urlare, sembra esserci il rischio che qualcuno interpreti la misura come debolezza.

Come se esistessero soltanto due possibilità.

O dire che va tutto meravigliosamente.

Oppure dichiarare che la città è allo sbando, che nessuno fa nulla e che tutto è perduto.

Io non riesco a ragionare così.

E non voglio farlo.

Nel mio articolo ho criticato ciò che secondo me non funziona.

Ho chiesto più attenzione.

Ho parlato di controlli.

Ho parlato di rumore, di sicurezza quotidiana e di comportamenti incivili.

Ma non avevo alcuna intenzione di trasformare tutto in un atto d’accusa contro Trani o contro la nuova amministrazione comunale.

Ho utilizzato un’espressione alla quale tengo molto: fiducia vigile e leale.

Per me significa questo.

Dare a chi amministra il tempo necessario per lavorare.

Non partire dal presupposto che qualsiasi decisione sia sbagliata.

Ma neppure rinunciare a segnalare ciò che non funziona.

La fiducia non richiede il silenzio.

Richiede correttezza.

E la critica non deve necessariamente trasformarsi in aggressione.

Possiamo indicare una buca senza dichiarare guerra a qualcuno.

Possiamo chiedere maggiore controllo senza immaginare una città militarizzata.

Possiamo dire che una cosa non ci piace senza trasformarla automaticamente in una battaglia politica.

È proprio questa l’impostazione che voglio mantenere anche con Trani Orizzonte: osservare, documentare, segnalare e, quando possibile, contribuire alla soluzione. È la stessa impostazione che avevo espresso nell’articolo del Giornale di Trani.

Non so se questo venga chiamato moderazione.

Buonismo.

Pragmatismo.

Sinceramente, le etichette mi interessano poco.

Mi interessa vivere bene nella città che abbiamo scelto.


🎙️ Guardando verso l’autunno: le “Narrazioni invisibili”

Forse non è casuale che tutto questo stia accadendo mentre stiamo preparando anche il nuovo ciclo di Ora Felice Extra Memoria.

Quella che abbiamo realizzato il 22 luglio è stata una sorta di puntata zero, una preview estiva.

Da ottobre comincerà il nuovo ciclo, insieme alla mia carissima amica Carmelina Rotundo Auro e al professor Giuseppe Tocchetti, che sarà con noi stabilmente.

La prima puntata avrà un titolo che sento particolarmente vicino:

Narrazioni invisibili

Le storie che raramente trovano spazio nei giornali.

Le persone che nessuno intervista.

Le vite silenziose che meritano di essere raccontate.

Durante quella trasmissione io vorrei raccontare anche qualcosa che normalmente tengo abbastanza protetto.

Vorrei spiegare come, circa due anni fa, lavorando qui a Trani intorno ai libri di mia madre Helga Schneider e immaginando quello che sarebbe poi diventato il progetto Oltre la Memoria – Le Vittime Invisibili, sia accaduto qualcosa anche nella mia vita personale.

Dopo quella che io e mia madre abbiamo scherzosamente chiamato “la guerra dei trent’anni”, decisi di prendere il telefono e chiamarla.

Non è una storia della quale abbiamo mai avuto particolare desiderio di parlare pubblicamente.

E credo sia giusto così.

La riconciliazione appartiene prima di tutto alle persone che la vivono.

Ma il prossimo gennaio tornerò per la terza volta al Teatro Mimesis di Trani con un progetto costruito anche intorno ai suoi libri, e allora mi sembra che sia arrivato il momento di raccontare almeno un piccolo pezzo di quel percorso.

Non per fare cronaca familiare.

Ma perché, qualche volta, anche la memoria può diventare un ponte.

Carmelina e Giuseppe affronteranno invece il tema delle narrazioni invisibili dal loro punto di vista.

E la cosa più bella è che io non so che cosa racconteranno.

Non gliel’ho chiesto.

Non voglio saperlo.

Hanno carta bianca.

Mi piace pensare che, quella sera, per una parte della trasmissione potrò essere anch’io semplicemente un ascoltatore.


🎂 Intanto il numero 60 si avvicina…

E mentre guardiamo all’autunno, c’è una data molto più vicina.

11 settembre 2026.

I miei primi sessant’anni.

Ormai manca meno di un mese.

La cena inizialmente prevista con mia madre il giorno precedente, come vi avevo raccontato nell’ultimo numero, non si farà per motivi familiari.

Ma io e Massimiliano festeggeremo comunque la sera dell’11 settembre, proprio nel giorno del mio compleanno.

E rinnovo l’invito.

Se qualcuno tra voi avesse piacere di trascorrere quella serata insieme a noi, ce lo dica.

Non sarà una festa formale.

Semplicemente una cena tra persone che hanno piacere di stare insieme, e ciascuno pagherà naturalmente per sé.

Dobbiamo definire gli ultimi dettagli e prenotare il tavolo, quindi questo è il momento giusto per farci sapere se volete esserci.

Sessant’anni fanno ancora uno strano effetto quando li scrivo.

Ma più si avvicinano e meno li sento come una porta che si chiude.

Mi sembrano piuttosto un punto panoramico.

Uno di quei luoghi nei quali ti fermi, guardi per qualche istante la strada che hai percorso e poi giri la testa per vedere quanta strada c’è ancora davanti.

E io, di strada, ne voglio ancora parecchia.


🌿 E alla fine lui si prende tutta la scena

Torniamo allora al nostro basilico.

Per questo episodio avevamo immaginato di fotografarlo come un prodotto di lusso.

Una luce quasi cinematografica.

Il vaso al centro.

Lo sfondo elegante.

Le foglie perfette.

Tutto costruito affinché chi guarda pensi immediatamente:

"Guarda che basilico!"

E mi sono reso conto che c’è una piccola lezione anche in questo.

Il basilico non è diventato più importante perché l’abbiamo messo sotto la luce giusta.

Era importante anche prima.

La fotografia ha soltanto costretto il nostro sguardo a fermarsi.

Forse con le città accade la stessa cosa.

Con le persone.

Con le storie.

Con gli anziani.

Con chi vive ai margini.

Con una strada sulla quale nessuna telecamera verrà mai montata.

Con un quartiere che non appare sulle cartoline.

Con la persona che ogni mattina pulisce davanti al proprio negozio.

Con chi telefona per segnalare un lampione spento.

Con chi decide di non gettare una bottiglia per terra.

Con chi interviene.

Con chi scrive.

Con chi ascolta.

Con chi, qualche volta, sceglie anche di tacere.

Diventare protagonisti non significa essere sempre al centro dell’inquadratura.

Significa riconoscere che la nostra presenza modifica comunque la scena.

Il nostro basilico non lo sa.

Domani continuerà tranquillamente a produrre nuove foglie.

Noi invece possiamo saperlo.

E magari utilizzare questa consapevolezza per prenderci un po’ più cura della casa, delle persone che amiamo e della città nella quale abbiamo scelto di vivere.

Una foglia alla volta.

Una parola alla volta.

Una segnalazione alla volta.

Con misura.

Con attenzione.

E, possibilmente, senza smettere mai di vedere la bellezza.

🎄 P.S. – E adesso possiamo dirlo: sta arrivando Natale!

Ebbene sì: Ferragosto è finito. E chi mi conosce sa benissimo che, da questo momento in poi, nella mia personalissima geografia delle stagioni… comincia già a sentirsi un certo profumo di Natale. 😄🎄

Del resto lo dico anche nel titolo di un mio libro:

“Luglio muore, agosto è autunno: Perché il Natale comincia a settembre e dura fino alla Candelora”

Lo so, per qualcuno il 16 agosto è ancora pienissima estate. Per me, invece, Ferragosto è quasi una porta: la attraversi e, dall’altra parte, cominciano lentamente ad arrivare settembre, le giornate che cambiano luce, i primi pensieri d’autunno e, inevitabilmente, quella lunga stagione natalizia che amo tanto.

Quindi preparatevi: tra un basilico, una newsletter e una passeggiata per Trani, prima o poi inizieranno a comparire anche lucine, ricordi, atmosfere e qualche pensiero natalizio. 🎅🌿

Se siete curiosi, il libro è disponibile qui:

https://amzn.eu/d/01Ms1Rn9

E sì, lo ammetto: per me il Natale non dura troppo. Dura semplicemente il giusto. Fino alla Candelora. 😉


P.S. 2 🌱

Il Diario del Basilico continua ad arrivare a un piccolo gruppo di persone alle quali io e Massimiliano siamo legati.

Se conoscete qualcuno che pensate possa avere piacere di riceverlo, chiedetegli prima il permesso e poi comunicateci il suo indirizzo email.

Ci piace che questa piccola comunità cresca, ma vogliamo che cresca nello stesso modo del basilico.

Senza forzature.

Senza fretta.

Con persone che abbiano davvero voglia di esserci.

Grazie, come sempre, per averci dedicato un pezzo della vostra domenica.

Un abbraccio da Trani,

Renzo Samaritani Schneider
Massimiliano Deliso 🌿

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