C'è un angolo di Puglia dove, per una settimana d'agosto, le pietre della Murgia si fanno pagine. È Quasano, piccola frazione di Toritto, nel cuore della Città Metropolitana di Bari, che da lunedì 17 e fino a domenica 23 agosto 2026 ospita la prima edizione di "Quasano Legge – Festival Letterario della Murgia", una rassegna nata dalla collaborazione tra il Comune di Toritto e FenImprese Bari e pensata per intrecciare libri, autori, territorio e tradizioni in un unico racconto corale.
Non è la solita fiera del libro spostata in un borgo per ragioni di scenografia: è un festival che nasce da zero, con l'ambizione dichiarata di diventare un appuntamento fisso dell'estate pugliese. In sette giorni saranno presentati ventuno libri, un numero che per una manifestazione al debutto ha il sapore di una scommessa vinta in partenza, prima ancora che si accendano le luci sulla Rotonda di Quasano, cuore pulsante degli incontri.
Ad aprire le danze, lunedì 17 agosto alle 17:30, è stato il romanzo "La vita di Tristan" di Luca Loiacono, protagonista del primo pomeriggio di dialoghi. L'autore ha discusso la sua opera insieme a Filomena Labriola, firma della prefazione, e Michele Santorsola, "padrino" del libro secondo la bella tradizione tutta pugliese di affidare ogni presentazione a una voce amica che accompagni il testo verso il pubblico. Un format semplice, quasi domestico, che restituisce alla lettura ad alta voce in piazza il calore di una conversazione tra vicini di casa piuttosto che la solennità di un red carpet editoriale.
È proprio in questa dimensione raccolta che "Quasano Legge" trova il suo carattere. Mentre i grandi festival del libro pugliesi — pensiamo alle rassegne che ogni estate muovono migliaia di visitatori lungo la costa — puntano su nomi noti e platee ampie, l'iniziativa di Toritto scommette sulla prossimità: una rotonda di paese, sedie di plastica forse, il fresco della sera dopo il caldo di Ferragosto, e un pubblico che riconosce l'autore perché magari lo ha incrociato al bar il giorno prima. È un modello che negli ultimi anni sta trovando sempre più spazio nell'entroterra barese e nella Murgia, dove piccoli comuni e pro loco locali si fanno promotori di rassegne culturali capaci di portare economia culturale (e turistica) anche fuori dai circuiti costieri più battuti.
Il programma della settimana alterna narrativa, saggistica e testimonianze legate al territorio, in un mosaico che sembra voler rispondere a una domanda precisa: che cosa significa "leggere" un luogo? Perché il festival non si limita a ospitare libri scritti altrove e portati a Quasano per l'occasione, ma sembra interrogarsi sul rapporto tra scrittura e paesaggio murgiano, tra la pietra a secco dei muretti e la pagina scritta, tra la memoria orale dei racconti di famiglia e la loro trasposizione in narrativa contemporanea.
Per un piccolo centro come Quasano, ospitare per la prima volta un festival letterario strutturato su sette giornate non è un dettaglio da poco. Significa attivare una rete di collaborazioni — dalla Pro Loco alle associazioni culturali, dai commercianti locali alle amministrazioni comunali — che spesso, nei paesi dell'entroterra, fatica a trovare occasioni di visibilità paragonabili a quelle godute dai centri più grandi o dalle località balneari. Se la prima edizione manterrà le promesse dei ventuno titoli in programma, "Quasano Legge" potrebbe diventare un piccolo caso di studio su come la cultura, anche in scala ridotta, sappia generare comunità.
Resta da vedere se il festival saprà consolidarsi negli anni a venire, replicando e magari ampliando il proprio programma. Ma l'idea di fondo — una settimana intera dedicata alla lettura in un borgo di poche migliaia di abitanti — racconta bene una tendenza più ampia dell'editoria e degli eventi culturali pugliesi: quella di andare a cercare il pubblico non solo nelle grandi piazze, ma anche nelle rotonde di paese, dove un libro letto ad alta voce può ancora sorprendere.
Carmelina Rotundo Auro
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