«E mi innamorai…»: Carmelina Rotundo racconta la BTM di Bari tra viaggio, incontri ed emozioni
BARI – «Quando si viaggia c’è il rischio e il piacere di innamorarsi».
Con queste parole Carmelina Rotundo apre il suo racconto dedicato all’esperienza vissuta alla BTM – Business Tourism Management di Bari, trasformando un semplice trasferimento in treno in un viaggio attraverso paesaggi, incontri, memoria e cultura.
Dal Frecciarossa Firenze-Bari, osservando il mondo che scorre oltre il finestrino, l’autrice intreccia riflessioni sui compagni di viaggio, sugli alberi che disegnano architetture nel cielo, sulle città attraversate e sul desiderio sempre vivo di lasciarsi sorprendere dalla scoperta.
L’arrivo a Bari diventa l’inizio di un’esperienza intensa fatta di accoglienza, passeggiate nella città vecchia, incontri con Giulia Eremita, Serena Puosi e Maria Letizia Gangemi, dialoghi e nuove amicizie.
Particolarmente significativo il momento dedicato al panel:
“Emozioni in viaggio: narrazioni antiche, nuovi linguaggi”
un confronto sul valore del racconto turistico nell’epoca digitale, dove l’emozione autentica diventa strumento per restituire profondità, atmosfera e umanità all’esperienza del viaggio.
Tra gli stand della BTM, le eccellenze territoriali, le orecchiette alle cime di rapa, il pasticciotto salentino, gli incontri professionali e le interviste, emerge una visione del turismo come occasione di crescita reciproca e di dialogo tra culture.
Nel suo racconto Carmelina richiama anche la figura simbolica di Giano Bifronte, emblema dell’edizione BTM, divinità romana capace di guardare contemporaneamente al passato e al futuro. Una metafora che ben rappresenta il turismo contemporaneo: custodire la memoria mentre si costruiscono nuovi percorsi.
E sullo sfondo riaffiora la figura di Federico II, il “fanciullo di Puglia”, simbolo di una stagione storica caratterizzata da innovazione, apertura culturale e dialogo tra mondi diversi.
«Quando si viaggia si sa, ci si innamora nello spazio e nel tempo», scrive Carmelina. Ed è forse proprio questa la sintesi più autentica della sua esperienza barese: un viaggio che diventa incontro, racconto e scoperta.
Testo e fotografie: Carmelina Rotundo Auro

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