Testo di Carmelina Rotundo Auro
Fotografie di Giuseppe Tocchetti
Ho rubato il mio bocciolo di rosa
Il cielo sopra di noi
il cielo e, poi le stelle
e, poi il mare
e, poi …una scala di legno.
Uno, due, tre pioli
quattro, cinque e al sei,
oltre il muretto un
bocciolo di rosa.
Lo guardo, lo colgo
e discendo dal sei
giù, fino a terra.
Anch'io ho rubato
il mio bocciolo di rosa
alla vita che scorre.
Carmelina Rotundo Auro
Il bocciolo che ancora tace promette che ogni giorno può aprirsi meglio del precedente.
La rosa già sbocciata ricorda che la bellezza arriva quando si decide di essere presenti al proprio giorno.
La rosa che si schiude insegna che basta un gesto di fiducia per far entrare il sole.
Nel silenzio del mattino, l’Aurora di Rosa apre la sua luce segreta e ti ricorda che ogni giorno nasce per il tuo “Avanti Tutta”.
Come la rosa gialla attira il tuo sguardo con una luce che non chiede nulla, sciogli le ombre e rimetti in cammino ciò che avevi smesso di credere.
La rosa che si apre non esita: esplode in rosso e trasforma l’aria in un piccolo applauso di luce.
La rosa che si piega non si arrende, raccoglie forza nella terra e torna a fiorire con un rosso ancora più deciso.
Nel silenzio del mattino, la rosa si apre come un pensiero felice, e il mondo per un attimo si ferma a respirare con lei.
Nel suo giallo che abbraccia il mondo, la rosa ride al sole e rende il mondo più gentile.
Rosa che rappresenta memoria, tempo custodito, protezione del fragile e luce gentile.
Una rosa in boccio è un brindisi alla vita: trattiene il rosso, poi lo libera come una scintilla elegante.
Contenuto culturale e poetico pubblicato con finalità informative e artistiche.










