"I colori del ricordo": a Spinazzola Antonio Russo Galante trasforma la memoria in luce. Il racconto di un'inaugurazione commovente





















 di Renzo Samaritani | TRANItalia News | 30 giugno 2026


C'è un momento, nelle serate di cultura più riuscite, in cui la sala smette di essere una sala e diventa qualcosa d'altro: un luogo sospeso tra il visibile e l'invisibile, tra chi è presente e chi non c'è più. È accaduto venerdì 27 giugno 2026 alla Biblioteca Municipale "Trisorio Liuzzi" di Spinazzola, quando il pittore e insegnante Prof. Antonio Russo Galante ha aperto al pubblico la sua mostra personale "I colori del ricordo", dedicata alla memoria dell'amico e uomo di cultura Antonio Carrabba.


Non era una semplice inaugurazione. Era un atto di fedeltà.


Una serata tra arte, parola e commozione


La Biblioteca Trisorio Liuzzi – luogo di per sé già carico di significato, custode di libri e memorie collettive – ha accolto quella sera una folla numerosa e partecipe, segno che l'arte di Russo Galante non parla soltanto agli addetti ai lavori, ma riesce a toccare le corde di chiunque abbia vissuto la perdita di una persona cara. Il pubblico presente ha riempito la sala fin dall'inizio, mescolando conoscenti, estimatori, amici dell'artista e semplici curiosi attratti dal nome e dalla reputazione di un pittore che nel corso degli anni si è guadagnato un posto di rilievo nel panorama culturale del territorio BAT e della Puglia interna.


Ad aprire la serata è stata Maria Palomba, figura di riferimento nel contesto culturale spinazzolese, che ha introdotto con parole precise e sentite tanto l'artista quanto il significato profondo del progetto espositivo. La sua presentazione ha dato subito il tono giusto alla serata: non una celebrazione formale, ma una riflessione condivisa sull'importanza dell'arte come strumento di elaborazione del lutto e di trasformazione del dolore in bellezza.


Il dialogo con la giornalista Carmen Piccirillo


Il momento più atteso della serata è stato senza dubbio il lungo dialogo tra Antonio Russo Galante e la giornalista Carmen Piccirillo, che ha condotto un'intervista capace di aprire finestre inaspettate sul mondo interiore dell'artista. Piccirillo – con la sensibilità e la competenza che la contraddistinguono – ha saputo alternare domande tecniche sulla pittura a quesiti più profondi, legati al rapporto tra arte e vita, tra memoria individuale e memoria collettiva.


Russo Galante ha risposto con quella franchezza tranquilla che appartiene agli artisti maturi, a chi ha fatto dei propri sentimenti il materiale grezzo del proprio lavoro. Ha parlato di Antonio Carrabba non come di un'assenza, ma come di una presenza che continua a manifestarsi – nei colori che sceglie, nelle composizioni che costruisce, nel senso di responsabilità che guida ogni pennellata. «Dipingere è ricordare», ha detto a un certo punto, con una semplicità che ha reso il silenzio intorno a lui ancora più intenso.


Il progetto pittorico: la memoria come materia viva


"I colori del ricordo" non è una mostra che illustra il lutto. È una mostra che lo attraversa e lo supera, trasformando il ricordo in energia visiva. Le opere di Russo Galante appartengono a una tradizione figurativa che non si chiude mai su se stessa: il pittore lavora con una palette emozionale più che descrittiva, affidata a campiture di colore che oscillano tra il caldo e il freddo, tra la luce e l'ombra, senza mai cedere alla retorica del dolore.


Ogni tela è un piccolo mondo autonomo, eppure tutte le opere dialogano tra loro come movimenti di un'unica sinfonia. C'è una coerenza stilistica che rivela anni di pratica e di riflessione, ma anche una freschezza espressiva che impedisce alla mostra di diventare un esercizio accademico. Russo Galante dipinge come chi ha ancora molto da dire, e lo dice con la certezza di chi sa che l'arte non mente.


Chi è Antonio Russo Galante


Insegnante di lunga carriera e pittore appassionato, Antonio Russo Galante porta nella sua arte la doppia sensibilità di chi ha dedicato la vita alla trasmissione del sapere e alla ricerca espressiva. La sua pittura non nasce da un'esigenza di mercato né da una strategia di posizionamento culturale: nasce da un bisogno autentico di comunicare, di lasciare traccia, di dare forma a ciò che le parole faticano a contenere.


TRANItalia News lo segue da tempo con affetto e ammirazione. Lo scorso giugno avevamo già avuto modo di raccontare il suo percorso artistico e la sua collaborazione con la Biblioteca Trisorio Liuzzi – una struttura che si conferma, anche con questa mostra, come uno degli spazi culturali più vivi e coraggiosi del territorio, capace di ospitare esperienze artistiche autentiche senza ridurle a mero evento di contorno.


La dedica: Antonio Carrabba, un'assenza che pesa


Il nome di Antonio Carrabba ricorre nella mostra come un filo rosso invisibile. Non si tratta di un'agiografia postuma, ma di qualcosa di più sottile e più reale: il riconoscimento che certe persone continuano a esistere attraverso chi le ha amate e chi le ha frequentate. La dedica di Russo Galante è un gesto di civiltà culturale oltre che di affetto personale, un modo di affermare che la memoria – quando è coltivata con cura – non è un peso da portare, ma una risorsa da condividere.


Spinazzola, crocevia di cultura


Sarebbe un errore relegare questa mostra alla sola dimensione locale. "I colori del ricordo" è un'esperienza che merita di essere conosciuta e visitata anche da chi viene da fuori, perché parla una lingua universale: quella del sentimento, della perdita, della bellezza che resiste al tempo. Spinazzola – città spesso trascurata nei circuiti culturali più blasonati – dimostra ancora una volta di sapere accogliere e valorizzare talenti del proprio territorio con una generosità e un'intelligenza che fanno onore all'intera comunità.


La mostra rimarrà visitabile presso la Biblioteca Municipale "Trisorio Liuzzi" di Spinazzola. Per orari di apertura e informazioni contattare direttamente la struttura.


Redazione TRANItalia News | Arte&Mostre | giugno 2026

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