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La Puglia in poesia: il diario in versi di Carmelina Rotundo, tra Lecce, Otranto e Gallipoli (Guida turistica letteraria, puntata zero)

La Puglia in poesia, di Carmelina Rotundo

Con questa "puntata zero" inauguriamo la guida turistica letteraria di Carmelina Rotundo: un viaggio in Italia, e poi forse anche altrove, raccontato non con le cartine ma con i versi. Da giovanissima Carmelina aveva provato a raccontare i luoghi disegnando; ben presto scelse invece le parole. Le foto di questi anni portano la firma di Franco Benvenuti, per trent'anni suo fotografo, collega e maestro di sguardo: insieme, un giorno l'anno, si dedicavano a fotografare luoghi suggestivi come le ville medicee, il giardino di Boboli, il giardino Bardini. "Muoviti, io ti seguo", le diceva Franco. "Fammi bella", rispondeva lei. E la giornata passava tra scatti e passeggiate.

Per questa prima tappa, Carmelina rende onore alla sua regione, la Puglia, con un diario in versi che l'ha portata, negli anni, fino a Giurdignano e a Bari. Il testo integrale è pubblicato sul suo blog personale, a cui rimandiamo con gratitudine: carmelinablog.blogspot.com.

Seguiranno altre tappe di questo diario in versi: prima l'Italia, poi forse l'estero, con cadenza mensile.


COME SI PUO' NARRARE UN VIAGGIO ATTRAVERSO LE PAROLE. Dal diario: "In terra di Puglia" GIOCHI — Giardini pubblici, Lecce (Luglio) Un cielo uniforme celestone. Chiome di alberi verdi che fra poco diventeranno nere. I lampioni, lucciole sparse. Calzette bianche, triciclo, la mosca ceca, li tuddhi, lu surdatu ntustatu. Un attimo la luce illumina i protagonisti dei 4 cantoni. Un venticello leggero, fiocchetti, la corsa, ricerca un pallone, le comete, le altalene, la rota, nu zzumpassarde. Fra poco perderanno i contorni anche le voci. TIN — Nardò Tin tin tintinnambulo, 10 tari signore. Ho solo dieci tari per un tintinnambulo, sapeste com'è bello, ha gli occhi neri, tanti riccioli blu. 10 tari signore, vendetemi un tintinnambulo. Teatro romano, Piazza S. Oronzo, Lecce (Luglio 1982) Sta per iniziare lo spettacolo. Silhouette bianche, brusio. Ombre sul muro. Applauso. ALI AZZURRE DI PORTO SELVAGGIO L'ho visto l'azzurro cadere, l'ho sentito il profumo forte di pini. Il mare azzurro sembra il cielo, giorno alto. Porto Selvaggio. L'ho messe le ali per volare, l'ho ricordati sorrisi per non morire. L'acqua profonda sembra cielo, sole alto. Porto Selvaggio. Divengo cavallo impazzito per fuggire al mondo, bagnarmi nel mare, sapore di sale, rubare i raggi di sole. Porto Selvaggio. UN PAESE CHE... — Piazza Duomo, Lecce (Luglio) Squittiscono da destra, rispondono a sinistra, ricantano in coro. Intorno poca gente si perde nella piazza chiusa. Zimbalo, quanto ti costò fare e rifare la grande fabbrica del Duomo. I lampioni, ormai solo lo scheletro si vede. MAGO MALECORE — a Antonio Malecore, Maestro della Cartapesta (Luglio) Tocca la carta, la piega, la plasma. Una "manica" di pennello la sua bacchetta magica. Strappa la carta, taglia la giacca, crea le pieghe. Ecco il ginocchio, il cappello e la borsa. L'anima di ferro diventa pupo. OTRANTO (Luglio) Se fossi un pittore colorerei rosso un giaggiolo, disegnerei un albero con la chioma bassa a cespugli. Se fossi un musicista porterei una chitarra accanto al giaggiolo e lascerei che il vento la toccasse; costruirei tessera per tessera l'albero della vita. Poi, spargerei azzurri tra verdi e creerei malie bianche d'Otranto. LA VITA OLTRE I CONFINI — visita alla Cattedrale di Otranto (Luglio) Le piccole pietre compatte l'una accanto all'altra. Forti, dure a ricreare le grandi braccia dell'albero della vita, dov'è narrato quello ch'è stato, è, e sarà. Le tante colonne della sua cripta. Qui è narrata la vita oltre i confini. A GALLIPOLI (Luglio) Mare. Grande mare blu blu. Le alghe. Nei grandi cesti i pescatori stanno dipanando le reti vicino al ponte. Grande castello, alti lampioni. Arrivano le casse di pesce al mercato. La grande chiesa e dentro i dipinti; vicino all'angolo il Museo Civico. Nel grande museo vive la storia: prima di Cristo, dopo retaggi turchi, veneziani, e un mondo di flora e di fauna. L'amore cantato in eterno dalla grande fontana. S. MARIA DE FINIBUS TERRAE — S. Maria di Leuca (Luglio) In quelle grotte paura dell'ignoto, terrore di aspri sconosciuti sentieri, quelli che la roccia conserva da secoli. In quelle grotte fascino dei mari: Adriatico e Ionio che entrano, invadono, penetrano a sconsacrare segreti, i più interni. Colore d'incanto d'azzurro, verde. Roccia e Azzurro, Azzurro e roccia, ai confini dell'ignoto e del fascino. UN OMBRELLONE AZZURRO — Porto Selvaggio, Grotta del Cavallo (Agosto) Corri, corri tra i pini, il vento, l'odore forte del mare. Il vento che fa risuonare il tuo nome: Selvaggio. Fughe nel mare, nel vento, tra profumo forte di pini, mare cielo, cielo mare: hanno inventato qui un ombrellone azzurro. DIVENTERO'... — Porto Selvaggio, Grotta del Cavallo (Luglio) Regalatemi un ombrellone azzurro e fatemi fuggire tra i pini di Porto Selvaggio. Regalatemi un ombrellone azzurro e lasciatemi libera nel vento, tra i profumi di terra Selvaggia. Diventerò Cavallo, con un occhio di mare e uno di cielo, giù, giù, dove si beve l'azzurro più chiaro. Diventerò... Selvaggia. UN'ISOLA DOVE L'AVVENTURA — Isola dei Conigli, Porto Cesareo (Luglio) Americhe. Americhe del sud. Navi di corsari, isole lontane, l'assalto, rulli di tamburi. TORRE DELL'ORSO (Luglio) Mai canto d'amore più bello. Solo il rumore del vento nella pineta, una leggera carezza di sabbia. Un azzurro increspato di spume bianche. Un'avventura nelle oasi bruciate di sabbia. Forte sapore di sale sulla pelle più ambra. Fughe di sogno di mezz'estate. Una, cento sirene, trasformate in spuma, bizzarre schiume di mare, ribaciano l'arco di sabbia mentre la roccia eterna le guarda. Anche Nettuno, qualche volta, si ferma ad ascoltarle. BELLO MARE — S. Foca (Agosto) La luce si perde, carezze di vento, libertà di comete. Bello mare, cupole sparse su sabbia. LE FESTE NEL SUD Fuochi d'artificio che illuminano le spiagge. Sipari costruiti da Villari. LA CUMETA — da un disegno del museo cose d'altri tempi, comitato museo di Nardò L'hanno costruita i bimbi per correre nel vento. A PIAZZA SALANDRA (Agosto 1982) I balconi, che sogno! Fughe di archi. Orologio per tempo, campane per suono. Tendine, che sogno! In silenzio passano passi, cassette rosse per posta. Il verde forte di porte, la fonte, simbolo Tauro non Bovi. Tetti di case, che sogno! AL CASTELLO — Nardò (Agosto) Si camminava per gli stretti sentieri verso la luce, in alto, verso il sole, e intorno gemme bianche di case dai tetti antichi di tegole. SENZA NOCCIOLINE NON E' FESTA — Lizzanello (10 Agosto) Giallo rosso bianco, una tromba suona. Luci accese, il maestro in scuro. Focacatti dolci, gelati di tartufo e torrone: festa grande a Lizzanello. Vestiti nuovi e scarpe. Il santo di cartapesta, opera di mago Malecore, saluta tutti. Banchetti a strisce, noccioline e birra, lo scapece. Arcobaleno di pulcini. Giallo rosso bianco. Luci accese. LU GIUSTALIMBURE Alla porta le massaie, chiacchiere, sorrisi: come state? Oggi giovedì passa lu giustalimbure; comari di Nardò, preparate lu limbo da riparare. — Carmelina, alla Puglia

Testo pubblicato per gentile concessione dell'autrice, tratto dal blog personale di Carmelina Rotundo (2007). Immagini originali degli scatti di Franco Benvenuti, non riprodotte qui: rimandiamo al blog dell'autrice per l'apparato fotografico completo.