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Cinema

Set Aperti, Borghi Chiusi: Quando il Cinema Sceglie la Puglia

Cinema sotto le stelle in un borgo pugliese

Negli ultimi anni sempre piu troupe cinematografiche e televisive scelgono la Puglia come set. Non solo Trani, con il suo lungomare e la cattedrale che si specchia nell'Adriatico, ma anche Polignano, Ostuni, le Murge e la Valle d'Itria compaiono con crescente frequenza nei titoli di coda di film, serie e spot pubblicitari internazionali.

Le ragioni sono in parte pratiche: la luce del Sud, la varieta di paesaggi concentrati in poche decine di chilometri (mare, ulivi secolari, centri storici, masserie), e un sistema di incentivi regionali e nazionali che negli ultimi dieci anni ha reso piu conveniente girare qui rispetto ad altre regioni europee. La Film Commission pugliese lavora da tempo per attrarre produzioni, offrendo supporto logistico e un catalogo di location gia censite e pronte all'uso.

L'indotto economico non e trascurabile: quando una troupe arriva in un borgo, porta con se un consumo immediato di ricettivita alberghiera, ristorazione, trasporti e maestranze locali, dagli elettricisti ai sarti di scena. Per centri che vivono di un turismo fortemente stagionale, la presenza di una produzione fuori stagione puo rappresentare un'entrata preziosa, oltre a una vetrina che si traduce, spesso, in un aumento delle visite l'anno successivo all'uscita del film.

C'e pero un rovescio della medaglia di cui si parla meno. Quando un luogo diventa location celebre, rischia di essere visitato non piu per se stesso ma come sfondo di una scena vista sullo schermo: un fenomeno che alcuni studiosi di turismo chiamano set-jetting, e che puo generare flussi mordi e fuggi, poco interessati alla storia reale del posto e concentrati solo sulla foto nel punto esatto dell'inquadratura.

Il rischio, per i borghi pugliesi meno abituati a grandi numeri, e duplice: da un lato la pressione su un tessuto urbano fragile, fatto di vicoli stretti e case private non pensate per il passaggio quotidiano di centinaia di turisti; dall'altro la tentazione di trasformare l'identita locale in una scenografia permanente, sostituendo botteghe artigiane con negozi di souvenir standardizzati.

Alcuni amministratori locali, consapevoli del problema, hanno iniziato a chiedere alle produzioni un impegno che vada oltre il semplice permesso di girare: contributi per il restauro di facciate e piazze usate come set, assunzione di manodopera locale, e in alcuni casi anche clausole che vincolano la produzione a citare esplicitamente il nome del comune nei materiali promozionali, cosi da restituire almeno in parte il valore culturale ceduto in prestito alla finzione.

Resta una domanda di fondo, che riguarda non solo la Puglia ma tutto il Mezzogiorno esposto a questo tipo di attenzione: come tenere insieme l'opportunita economica offerta dal cinema con la tutela di luoghi che, prima di essere set, sono comunita che continuano a vivere, lavorare e abitare quegli stessi vicoli inquadrati dalle telecamere. La risposta, probabilmente, non sta nel dire no alle troupe, ma nell'imparare a negoziare con loro da una posizione piu consapevole di quella con cui i piccoli comuni si sono affacciati finora a questo mondo.

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