Scritto da Massimiliano Deliso e Carmelina Rotundo Auro | 29/09/2026 | Almanacco
La Luna calante che sorge abbracciata alle Pleiadi sopra la cattedrale di Trani, nello stile dei vecchi lunari contadini.
Settembre se ne va in punta di piedi e lascia la porta aperta a ottobre, ma l'aria sulla costa sveva non lo ha ancora capito: il mare, che d'estate si è caricato di sole come una pietra, lo restituisce adesso goccia a goccia, e nelle due giornate che stiamo per raccontare il termometro sfiorerà ancora i venticinque gradi sotto un cielo quasi senza nuvole. È l'ottobrata che arriva in anticipo, quella finestra di luce dorata in cui i tranesi rimandano ancora un poco il cambio degli armadi. Ma il dì si accorcia di quasi tre minuti al giorno, e chi lavora la terra lo sente prima di chiunque altro.
Sono giornate da alzare gli occhi. Mercoledì sera la Luna calante sorgerà dal mare tenendo le Pleiadi a meno di un grado, così vicine da sembrare impigliate nel suo alone; e per tutta la notte, dall'altra parte del cielo, Saturno brucerà basso e fermo sull'orizzonte di levante, a pochi giorni dall'opposizione del 4 ottobre, la notte migliore dell'anno per guardarlo. In mezzo a queste due meraviglie, la terra fa quello che fa da sempre a fine settembre: chiude i conti della vendemmia, prepara i solchi per le fave e aspetta le olive.
Mercoledì 30 Settembre 2026: San Girolamo e la Luna fra le Pleiadi
1. Il Santo del Giorno
San Girolamo, il santo con il leone ai piedi e il libro sulle ginocchia. Nato intorno al 347 a Stridone, ai confini fra Dalmazia e Pannonia, e morto a Betlemme nel 420, fu uomo di temperamento difficile, polemista feroce e studioso instancabile. A lui la cristianità occidentale deve la Vulgata: la traduzione latina della Bibbia condotta, per l'Antico Testamento, direttamente dall'ebraico e non più dal greco, un'impresa che gli costò oltre trent'anni di lavoro in una grotta accanto a quella della Natività. È dottore della Chiesa e patrono di traduttori, bibliotecari, archivisti e studiosi. La sua frase più citata — l'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo — dice bene che cosa fosse per lui il mestiere di leggere: non un ornamento, ma una forma di fedeltà. La leggenda del leone che gli si accuccia accanto dopo che il santo gli ha tolto una spina dalla zampa è medievale e probabilmente nasce da uno scambio con san Gerasimo, ma dice una verità sul personaggio: lo studio come unico modo che aveva, quell'uomo irascibile, di addomesticare le proprie fiere.
2. Il Sole: alba, tramonto e durata del dì
A Trani il sole sorge alle 6:45 e tramonta alle 18:42. Il dì dura 11 ore e 56 minuti: siamo sotto le dodici ore ormai da una settimana, e rispetto a ieri la luce perde altri 2 minuti e 43 secondi, il ritmo più veloce di tutto l'anno insieme a quello di marzo. Chi lavora all'aperto se ne accorge la sera, quando il buio arriva addosso mentre si sta ancora finendo un filare. Il sole si trova astronomicamente nella costellazione della Vergine, e ci resterà fino alla metà di ottobre.
3. Luna e fase lunare
La Luna è gibbosa calante, illuminata per circa l'82 per cento, con diciannove giorni di età: ha passato il pieno — quella Luna del Raccolto che quattro notti fa ha tenuto svegli mezzo Adriatico — e ora si ritira. Sorge alle 20:27 e tramonta alle 11:15 del mattino, il che significa che a metà giornata la si vede ancora, bianca e stinta, appesa sopra i tetti come un foglio dimenticato. L'ultimo quarto cade sabato 3 ottobre alle 15:24; la luna nuova il 10 ottobre alle 17:50. Per il calendario contadino siamo in piena luna scema, la fase delle cose che si consolidano invece di crescere: travasi, potature leggere, radici, conserve.
4. Il Cielo e le Stagioni
È la sera da segnare in rosso. Quando la Luna spunta dal mare, alle 20:27, la separa dall'ammasso delle Pleiadi meno di un grado: poco più di un diametro lunare e mezzo. A occhio nudo, con quel chiarore accanto, le Sette Sorelle si faranno fatica a contare — ma un binocolo qualsiasi, appoggiato al parapetto del molo, restituisce una delle immagini più belle dell'autunno: il disco gibboso e, a fianco, la nuvoletta di stelle azzurre. Nelle ore successive la Luna si allontana lentamente, salendo nel Toro.
Dall'altra parte del cielo c'è l'altro appuntamento: Saturno sorge alle 18:53, undici minuti dopo il tramonto del sole, e resta visibile tutta la notte nella costellazione della Balena. Il pianeta degli anelli è a quattro giorni dalla sua opposizione, che cade il 4 ottobre: significa che Terra e Saturno sono quasi allineate col Sole, alla minima distanza dell'anno, e che qualunque piccolo telescopio in questi giorni lo mostrerà al meglio. Giove, nel Leone, è faccenda del mattino: sorge alle 2:47 e domina le ore prima dell'alba. Venere e Mercurio, invece, sono sepolti nel bagliore del crepuscolo e non vale la pena cercarli.
5. Meteo e Stagione
Giornata serena o poco nuvolosa su tutta la costa sveva. Minima intorno ai 17 gradi, massima ai 24, nessuna pioggia prevista. Il vento soffia da ovest-sudovest con raffiche fino a 13 km/h: è il ponente tiepido, quello che asciuga i panni in un'ora e tiene il mare piatto. Umidità media intorno al 70 per cento, con la solita foschia mattutina che sale dagli uliveti verso le sette e si scioglie in mezz'ora. Per essere l'ultimo giorno di settembre, un regalo.
6. Consigli per l'orto, il giardino e la campagna
Luna calante e terreno ancora caldo: è la combinazione giusta per mettere a dimora l'aglio e le cipolle da serbo, che in luna scema non vanno a seme e si conservano meglio. Si seminano fave, piselli, spinaci e ravanelli; si trapiantano cavoli, verze, finocchi e le lattughe da taglio invernali. In vigna si finisce di vendemmiare le uve tardive e si comincia a travasare il mosto, operazione che la tradizione vuole rigorosamente a luna calante perché il vino resti limpido. Nell'uliveto si tolgono i polloni e si prepara il terreno sotto le chiome per la raccolta, che qui parte fra due o tre settimane. In giardino: ultime concimazioni con stallatico maturo, divisione dei cespi di iris e peonie, e raccolta dei semi delle annuali prima che le piogge di ottobre li rovinino.
7. Il Proverbio del Giorno
«Chi semina per settembre, raccoglie sempre.»
È uno dei proverbi agricoli più diffusi della penisola, e non promette fortuna: promette che il mese giusto vale più della fatica. Settembre è il momento in cui la terra ha ancora il calore dell'estate ma comincia a ricevere l'umidità dell'autunno; un seme messo adesso trova entrambe le cose e parte con un vantaggio che a novembre non si recupera più. Vale per l'orto e, se si vuole, anche per il resto.
8. Tradizioni e curiosità popolari
Il 30 settembre, giorno della morte di san Girolamo, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale della traduzione: nata come ricorrenza della Federazione internazionale dei traduttori, è stata riconosciuta ufficialmente dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2017. Un santo che passa trent'anni in una grotta a discutere con il testo ebraico è un patrono perfetto per chi fa un mestiere che si nota solo quando è fatto male.
In Puglia, l'ultimo giorno di settembre è il giorno dopo San Michele, e questo nel mondo contadino significava una cosa sola: i conti. Il 29 scadevano i contratti agrari, si pagavano gli affitti dei fondi, si scioglievano o si rinnovavano gli accordi fra proprietari e coloni. Il 30 era il giorno dei carri carichi, di chi cambiava podere e di chi restava, e nelle masserie della Murgia era tradizione chiudere la giornata con una tavolata che metteva insieme le due famiglie, quella che partiva e quella che arrivava. Nelle cantine, intanto, si «battezzava» il mosto nuovo: il primo bicchiere non si beveva, si versava per terra.
9. Il Pensiero del Giorno
La Luna cala. Non perde nulla: mostra meno. La stessa quantità di pietra e polvere è là, esattamente come dieci giorni fa, e nessuno la compiange. Anche noi passiamo mesi in cui sembriamo dare meno luce, e ci convinciamo che sia una sottrazione. Forse è solo l'angolo da cui ci arriva il sole. Siediti stasera senza fare niente e guarda la parte scura: non è assenza, è la metà che non ha ancora il suo turno.
10. Il Boccone del Giorno
Ciceri e tria (ricetta vegana). È il piatto che in Puglia segna il passaggio dall'estate all'autunno: metà pasta lessata e metà fritta, dentro una zuppa di ceci. Si mettono in ammollo trecento grammi di ceci per una notte intera con un pizzico di bicarbonato, poi si sciacquano bene e si cuociono in acqua fredda non salata con una costa di sedano, una cipolla intera, una foglia di alloro e un pomodorino, a fuoco bassissimo per un paio d'ore: devono restare interi ma cedere sotto il dito. Si sala solo alla fine.
Intanto si impasta la tria: quattrocento grammi di semola di grano duro rimacinata, acqua tiepida quanto basta, un pizzico di sale, niente uova. Si lavora venti minuti fino a ottenere un impasto sodo e liscio, si lascia riposare mezz'ora coperto, poi si stende sottile e si taglia a striscioline larghe un centimetro. Un quarto di queste si frigge in olio extravergine ben caldo finché diventano dorate e gonfie — sono le frizzuli — e si scolano su carta. Il resto si lessa direttamente nel brodo dei ceci. Si serve nel piatto fondo: prima la zuppa con la pasta lessa, poi sopra una manciata generosa di frizzuli, un giro d'olio a crudo, pepe nero e, se piace, un pizzico di peperoncino. Il contrasto fra la pasta morbida e quella croccante è tutto il senso del piatto: va mangiato subito, perché il fritto si ammorbidisce in fretta.
Giovedì 1 Ottobre 2026: Santa Teresa di Gesù Bambino e la Luna verso Aldebaran
1. Il Santo del Giorno
Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, che quasi tutti chiamano semplicemente Teresina di Lisieux. Nata ad Alençon nel 1873, entrata nel Carmelo a quindici anni dopo aver chiesto il permesso al Papa in persona, morta di tubercolosi a ventiquattro anni nel 1897. Non fondò ordini, non fece viaggi, non scrisse trattati: lasciò un quaderno di ricordi, Storia di un'anima, che le consorelle pubblicarono dopo la sua morte e che divenne uno dei libri spirituali più letti del Novecento. La sua intuizione — la «piccola via» — è disarmante: non servono imprese, servono gesti minimi fatti con attenzione totale. È patrona delle missioni insieme a san Francesco Saverio, pur non avendo mai lasciato il monastero, e compatrona di Francia con Giovanna d'Arco; Giovanni Paolo II la proclamò dottore della Chiesa nel 1997, terza donna nella storia a ricevere quel titolo. La «pioggia di rose» che i devoti le attribuiscono viene da una sua promessa: passare il cielo a fare del bene sulla terra.
Con lei, nel calendario, si ricorda anche san Remigio, il vescovo che battezzò Clodoveo: nel mondo contadino del Nord Italia il suo giorno segnava l'inizio vero dell'annata agraria nuova.
2. Il Sole: alba, tramonto e durata del dì
Primo giorno di ottobre: il sole sorge a Trani alle 6:46 e tramonta alle 18:40, per un dì di 11 ore e 54 minuti. Altri due minuti e mezzo in meno di ieri. Da qui alla fine del mese la luce perderà ancora circa un'ora e un quarto, e a metà strada — l'ultima domenica di ottobre — le lancette torneranno indietro di un'ora, spostando di colpo il tramonto alle cinque e mezza del pomeriggio. Ma di questo parleremo a tempo debito.
3. Luna e fase lunare
Luna ancora gibbosa calante, scesa al 73 per cento di superficie illuminata, venti giorni di età. Sorge alle 21:17 — cinquanta minuti più tardi di ieri, il ritardo quotidiano che ogni pescatore conosce a memoria — e tramonta alle 12:30. L'ultimo quarto è ormai a due giorni: sabato 3 ottobre alle 15:24. Siamo nel cuore della fase calante, quella che i vecchi consideravano buona per tutto ciò che deve restare: il legname da taglio, le conserve, il vino nei travasi, i capelli che si vogliono forti e le unghie che si vogliono dure.
4. Il Cielo e le Stagioni
La Luna ha lasciato le Pleiadi e attraversa il Toro dirigendosi verso Aldebaran, l'occhio rosso del toro, da cui stanotte la separano ancora una dozzina di gradi: l'incontro vero sarà per la notte successiva. Sorgendo così tardi, però, lascia libere tutte le prime ore della sera, ed è una fortuna: dalle otto alle nove il cielo sopra il porto resta scuro abbastanza per vedere la Via Lattea d'autunno passare dal Cigno, allo zenit, giù verso Cassiopea.
Saturno sorge alle 18:48, praticamente insieme al buio, ed è ormai a tre giorni dall'opposizione: culmina a sud intorno all'una di notte, alto oltre cinquanta gradi, la posizione migliore per osservarlo senza il disturbo dell'aria bassa sull'orizzonte. Chi ha un telescopio, anche modesto, dovrebbe approfittarne adesso. Giove sorge alle 2:44 nel Leone e regala la sua luce alle ultime ore della notte; Marte, debole, si alza intorno all'una nel Cancro ma non vale la ricerca. Venere e Mercurio restano invisibili.
5. Meteo e Stagione
Ottobre si apre sereno. Minima sui 18 gradi, massima fino a 25: più caldo di ieri, e ben sopra le medie del periodo. Nessuna precipitazione. Il vento gira a ovest-nordovest, sempre debole, fino a 12 km/h; umidità media attorno al 70 per cento. È l'ottobrata classica, quel tempo fermo e luminoso che in Puglia vale come una seconda coda d'estate e che consente di lavorare nei campi fino a sera senza giacca. Il primo vero fronte atlantico si intravede, ma non prima del fine settimana.
6. Consigli per l'orto, il giardino e la campagna
Negli uliveti della costa si comincia a valutare l'invaiatura: le olive da mensa — le termite di Bitetto, le bella di Cerignola — si raccolgono ancora verdi o appena chiazzate, e questo è il momento. Nell'orto, con la luna ancora calante, si prosegue con aglio, cipolla, fave e piselli; si trapiantano le ultime brassiche e si semina in semenzaio protetto la cipolla da trapiantare in primavera. È anche il momento giusto per dividere le fragole, eliminando le piante di tre anni e mettendo a dimora gli stoloni radicati. Si raccolgono melograni, cachi ancora duri (matureranno in cassetta), zucche — queste ultime vanno colte con un pezzo di picciolo e lasciate al sole qualche giorno perché la buccia indurisca. In giardino si piantano i bulbi a fioritura primaverile: narcisi, muscari, tulipani, che qui vogliono una buca profonda tre volte l'altezza del bulbo e un terreno che non ristagni.
7. Il Proverbio del Giorno
«Ottobre piovoso, campo prosperoso.»
Proverbio antico e ottimista, che quest'anno dovrà avere pazienza: il mese si apre asciutto e ventilato. La saggezza contadina non sbaglia nel merito — la pioggia d'ottobre è quella che ammorbidisce il terreno per l'aratura e fa germinare il grano duro seminato a fine mese — ma sa anche che il calendario è una speranza, non un contratto. Chi coltiva impara presto a tenere insieme le due cose: fare come se piovesse, e intanto tenere l'acqua pronta.
8. Tradizioni e curiosità popolari
Il nome del mese tradisce un'anzianità sfasata: october significa «ottavo», e ottavo lo era davvero nel calendario romano arcaico che cominciava a marzo. Quando gennaio e febbraio furono spostati in testa, i nomi rimasero al loro posto, e da allora settembre, ottobre, novembre e dicembre portano un numero sbagliato di due unità: una delle poche sviste che l'umanità ha deciso di non correggere mai più.
Il primo di ottobre è anche la Giornata internazionale delle persone anziane, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1990 e celebrata dal 1991. Nelle campagne pugliesi la data coincideva con il momento in cui i vecchi tornavano protagonisti: la raccolta delle olive è un lavoro di mani pazienti e di occhio esperto, e per settimane, sotto le reti, chi aveva ottant'anni valeva più di chi ne aveva venti. C'è poi una consuetudine minuta, legata a santa Teresa, che sopravvive in molte parrocchie: si porta a benedire una rosa, e se ne conserva un petalo nel libro di casa. Dove le rose di ottobre non ci sono più, si benedice l'ultima del giardino, anche mezza sfiorita — che è, in fondo, molto nello spirito della santa.
9. Il Pensiero del Giorno
Una monaca di ventiquattro anni che non ha mai visto il mare viene fatta patrona delle missioni. Un mese chiamato «ottavo» sta al decimo posto e nessuno lo corregge. La Luna sorge ogni sera cinquanta minuti più tardi e nessuno la sollecita. Oggi, prima di rimettere in ordine qualcosa che non ti ha chiesto di essere messo in ordine, fermati un istante e chiediti se è storto o se è semplicemente così.
10. Il Boccone del Giorno
Pancotto pugliese con cicorielle e patate (ricetta vegana). Il piatto che apre l'autunno in tutta la Puglia contadina: nasce per non buttare il pane raffermo e finisce per essere più buono di molte cose costose. Servono trecento grammi di cicorielle selvatiche già mondate — o, in mancanza, cicoria catalogna —, quattro patate medie, due spicchi d'aglio, un peperoncino, olio extravergine e trecento grammi di pane raffermo di semola, meglio se di quello a lievitazione naturale che in Puglia sta buono una settimana.
Si pelano le patate e si tagliano a fette spesse un dito; si mettono in una pentola larga con acqua fredda salata e si portano a bollore. Dopo dieci minuti si uniscono le cicorielle ben lavate e si lascia cuocere altri dieci o dodici minuti, finché le verdure sono tenere e le patate cominciano a sfaldarsi ai bordi. Intanto si affetta il pane e lo si dispone nel fondo di una zuppiera capiente. Con una schiumarola si trasferiscono verdure e patate sopra il pane, poi si bagna con qualche mestolo dell'acqua di cottura — non troppa: il pane deve inzupparsi, non annegare — e si copre per cinque minuti.
A parte si scalda abbondante olio extravergine con l'aglio schiacciato e il peperoncino, senza farli bruciare: appena l'aglio prende colore si versa tutto, sfrigolando, sulla zuppiera. Si mescola una volta sola, grossolanamente, e si porta in tavola. Chi vuole aggiunge qualche pomodorino secco spezzettato o una manciata di olive nere. Un piatto che costa quanto niente e che richiede l'unica cosa che nessuno ha: aspettare cinque minuti prima di mangiarlo.
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