Scritto da Massimiliano Deliso e Carmelina Rotundo Auro | 11/09/2026 | Almanacco

Benvenuti, cari lettori, al nostro appuntamento con la sapienza antica e i ritmi della natura. Le due giornate che ci apprestiamo ad attraversare nascono da un cielo appena azzerato: il novilunio di venerdì undici settembre ha spento la Luna alle cinque e ventisei del mattino, e ora la nostra compagna riparte da capo, sottilissima, quasi introvabile nel bagliore del tramonto. È il momento in cui i contadini di una volta dicevano che «la luna è tornata bambina»: si semina, si innesta, si guarda avanti. Sulla costa il maestrale continua a lavare l'aria, un sabato di rovesci brevi lascerà il posto a una domenica limpida, e nel crepuscolo di domenica la falce andrà a posarsi a pochi gradi da Venere, che in queste sere è la stella più luminosa dell'occidente. Il dì, intanto, scende sotto le dodici ore e tre quarti: mancano undici giorni all'equinozio, e l'estate comincia a fare i bagagli.

Lunario di settembre: la falce nuova incontra Venere sul mare di Trani
Lunario di settembre: la falce nuova incontra Venere sul mare di Trani, mentre la vendemmia entra nel vivo.

Sabato 12 Settembre 2026: il Nome di Maria e la Luna che Ricomincia

1. Il Santo del Giorno

Oggi il calendario romano celebra il Santissimo Nome della Beata Vergine Maria, una memoria facoltativa che ha una storia curiosamente legata alla grande politica europea. La devozione al nome di Maria nasce in Spagna alla fine del Quattrocento e si diffonde lentamente; ma è il 12 settembre 1683, con la liberazione di Vienna dall'assedio ottomano, che papa Innocenzo XI decide di estenderla a tutta la Chiesa come ringraziamento. La festa attraversa i secoli, viene tolta dal calendario nella riforma liturgica del 1969 e reintrodotta nel 2002 da Giovanni Paolo II, che vi teneva molto. È una di quelle ricorrenze che non celebrano un fatto o un martirio, ma semplicemente un nome: e per la sensibilità popolare il nome non è mai stato un'etichetta, bensì la sostanza stessa della persona che si invoca.

Nello stesso giorno la tradizione ricorda anche San Guido di Anderlecht, il «povero di Anderlecht», sagrestano fiammingo dell'XI secolo che perse tutti i suoi averi in un investimento commerciale sbagliato e passò il resto della vita come pellegrino e contadino: è patrono dei sagrestani, dei cocchieri e — con una punta di ironia tutta medievale — di chi lavora con i cavalli e con la terra. Onomastico, dunque, per tutte le Marie e i Mario, e per i Guido.

2. Il Sole: alba e tramonto

A Trani il sole sorge alle 06:27 e tramonta alle 19:13: la durata del dì è di 12 ore e 46 minuti. Rispetto a ieri perdiamo poco meno di tre minuti di luce, e siamo ormai nel tratto più ripido della curva annuale, quello in cui l'accorciarsi delle giornate si sente davvero: chi lavora nei campi o esce in barca se ne accorge dalla luce del rientro, che a metà settembre cambia di settimana in settimana. Il mezzogiorno solare vero cade intorno alle 12:50, e a quell'ora il sole è ancora alto poco più di cinquanta gradi sull'orizzonte — abbastanza da scaldare le pietre della cattedrale, non abbastanza da bruciare come faceva ad agosto.

3. Luna e Fase Lunare

La Luna è nuovissima: il novilunio è avvenuto ieri, venerdì 11 settembre, alle 05:26, e oggi il nostro satellite ha appena un giorno e mezzo di età, con un disco illuminato al 2,3 per cento. Sorge alle 07:51 e tramonta alle 19:33, appena venti minuti dopo il sole: significa che, praticamente, oggi la Luna non si vede. Chi volesse tentare l'impresa — cacciare la falce più sottile possibile — dovrà guardare a ovest, verso il mare aperto, nei dieci minuti che seguono il tramonto, con un binocolo e un orizzonte perfettamente sgombro. È una caccia difficile, ma il maestrale che pulisce l'aria gioca a nostro favore.

Per la tradizione contadina, con il novilunio si apre la luna crescente, la fase «che tira su»: il periodo in cui si semina tutto ciò che deve crescere verso l'alto e dare foglia, fiore e frutto. Il primo quarto arriverà venerdì 18 settembre alle 22:43, la Luna piena il 26 settembre alle 18:48.

4. Il Cielo e le Stagioni

Il protagonista assoluto della sera è Venere, di magnitudine −4,5, bassa sull'orizzonte occidentale subito dopo il tramonto: tramonta alle 20:20, dunque la finestra utile per ammirarla è breve ma spettacolare, con il pianeta che brilla sopra il mare come una lampada dimenticata accesa. Poco più di mezz'ora più tardi, alle 20:06, sorge a oriente Saturno, che si avvicina alla sua opposizione del 4 ottobre: sarà lui, con la sua luce gialla e ferma, a dominare tutta la notte di settembre, alto nel cielo verso mezzanotte. Chi resta sveglio fino alle prime ore trova Marte che sorge all'01:28 e Giove alle 03:40, ormai stella del mattino.

Mancano undici giorni all'equinozio d'autunno, che quest'anno cade mercoledì 23 settembre alle 02:05: da quel momento la notte supererà ufficialmente il giorno. Ma il cielo, come sempre, anticipa il calendario: le costellazioni estive — il Cigno, la Lira, l'Aquila — cominciano a scivolare verso ovest già a sera, e a est si affaccia il grande quadrato di Pegaso, la porta d'ingresso dell'autunno.

5. Meteo e Stagione

Giornata instabile a tratti sulla Costa Sveva: sono attesi rovesci deboli, con una probabilità di pioggia intorno al 30 per cento e accumuli modesti, sui due millimetri, concentrati più probabilmente nelle ore centrali. Le temperature restano gradevoli: minima di 22 gradi, massima di 26. Il vento soffia da maestrale fino a 18 chilometri orari, l'umidità media si attesta sul 79 per cento — quel tasso appiccicoso che, dopo un rovescio, fa salire dai campi l'odore inconfondibile della terra bagnata di settembre. Mare poco mosso. Chi ha panni stesi o fichi al sole tenga d'occhio il cielo verso mezzogiorno.

6. Consigli per l'Orto, il Giardino e la Campagna

Siamo entrati in luna crescente, e per il calendario contadino questo è il momento di seminare tutto ciò che dà foglia. Nell'orto è la settimana giusta per mettere a dimora spinaci, valerianella, rucola, ravanelli, lattughe da taglio e bietole da coste: il terreno è ancora caldo, l'umidità di questi giorni fa il resto, e le piantine faranno in tempo a irrobustirsi prima dei primi freddi. Chi ha i cavoli in semenzaio — verze, cavolfiori, broccoli — li trapianti ora, interrando bene il colletto e bagnando alla base.

In campagna la vendemmia entra nel vivo: in Puglia si raccolgono le uve rosse più tardive mentre le bianche sono già in cantina. Se piove, si aspetta un paio di giorni prima di vendemmiare, perché l'acqua diluisce gli zuccheri e favorisce le muffe. È anche tempo di fichi: quelli che non si mangiano freschi vanno aperti a libro e messi ad asciugare al sole, coperti da una velina contro le vespe. Nel frutteto si raccolgono le prime mele e le pere autunnali; agli agrumi si dà l'ultima concimazione dell'anno, potassica, per aiutare l'ingrossamento dei frutti. In giardino si prendono le talee legnose di rosmarino, salvia, lavanda e oleandro: attecchiscono con una facilità sorprendente proprio in questi giorni.

7. Il Proverbio del Giorno

«Settembre porta via i ponti o secca le fonti.»

Un proverbio che fotografa il carattere bifronte di questo mese: o arrivano i temporali violenti che gonfiano i torrenti e travolgono i guadi, oppure si prolunga la siccità estiva fino a prosciugare le sorgenti. Nella saggezza contadina settembre non è mai un mese tiepido: decide, e decide in fretta. I due millimetri di pioggia previsti per oggi sono, per fortuna, la versione più gentile della profezia.

8. Tradizioni e Curiosità Popolari

Il Nome di Maria è, in mezza Italia, occasione di sagre di fine estate: piccole feste di paese che segnano il passaggio dal tempo del raccolto a quello della semina, spesso con la processione della sera e le luminarie che in Puglia sono un'arte a sé. Nella tradizione popolare del Sud, poi, il nome di Maria era considerato un talismano verbale: si pronunciava all'inizio di un lavoro difficile, prima di scendere in mare, prima di accendere il forno per il pane. Non una formula magica, ma una specie di respiro prima dello sforzo.

C'è poi un dettaglio che i nostri nonni conoscevano bene: settembre è il mese in cui si rinnovano le botti. Prima di accogliere il mosto nuovo si lavavano con acqua bollente e si «sfiammavano» con lo zolfo; il profumo di legno bagnato e zolfo che usciva dalle cantine in questi giorni era, per chi è cresciuto nelle campagne fra Trani, Corato e Ruvo, l'odore preciso dell'inizio dell'autunno.

9. Il Pensiero del Giorno

La Luna nuova non è assenza di luce: è luce che non ha ancora deciso di mostrarsi. Anche oggi c'è qualcosa in te che sta ricominciando in silenzio, senza chiedere il permesso e senza cercare testimoni. Non affrettarlo. Il seme non germoglia più in fretta se lo si guarda.

10. Il Boccone del Giorno

Ciceri e tria — Il piatto simbolo delle giornate umide del Sud, di origine salentina ma amato in tutta la Puglia: un incontro fra pasta lessata e pasta fritta che risale, con ogni probabilità, alla cucina araba medievale (itriyya era il nome della pasta secca). È completamente vegetale e costa pochissimo.

Ingredienti per 4 persone: 300 g di ceci secchi (o 600 g già lessati), 300 g di farina di semola rimacinata, acqua tiepida quanto basta, 1 foglia di alloro, 1 costa di sedano, 1 carota, 1 cipolla piccola, 2 spicchi d'aglio, olio extravergine d'oliva, sale, pepe nero, un rametto di rosmarino.

Preparazione: mettete i ceci in ammollo la sera prima con un pizzico di bicarbonato, poi lessateli in acqua non salata con alloro, sedano e carota per un paio d'ore, finché non si sfaldano sotto le dita. Nel frattempo impastate la semola con acqua tiepida e un pizzico di sale fino a ottenere un impasto sodo e liscio; fatelo riposare mezz'ora sotto un panno, poi stendetelo sottile e tagliatelo a strisce larghe circa un centimetro. Tenetene da parte un terzo: queste strisce andranno fritte in olio ben caldo finché non diventano gonfie e ambrate, e sono la tria croccante che dà il nome al piatto. Lessate le strisce rimanenti direttamente nel brodo dei ceci, così che assorbano tutto il sapore. In una padella fate imbiondire l'aglio con il rosmarino, unite i ceci con un po' del loro liquido e schiacciatene una parte per legare. Mescolate la pasta lessata con i ceci, impiattate e completate con la pasta fritta sopra, un giro d'olio a crudo e una macinata generosa di pepe. Va mangiata caldissima, mentre la parte fritta è ancora croccante.

Domenica 13 Settembre 2026: San Giovanni Crisostomo e la Falce che Incontra Venere

1. Il Santo del Giorno

La Chiesa ricorda oggi San Giovanni Crisostomo (Antiochia, 349 circa – Comana Pontica, 407), vescovo, patriarca di Costantinopoli e dottore della Chiesa. Il soprannome con cui tutti lo conoscono — Chrysóstomos, «bocca d'oro» — gli fu dato secoli dopo la morte per la straordinaria potenza della sua predicazione: era capace di tenere folle intere per ore, e le sue omelie venivano trascritte in diretta dagli stenografi, il che ci ha lasciato uno dei corpus più vasti dell'antichità cristiana.

Fu però una bocca d'oro scomoda. Diventato patriarca quasi contro la sua volontà nel 398, ridusse le spese della corte episcopale, vendette gli arredi preziosi per aprire ospedali, e dal pulpito attaccò senza cautele il lusso della corte imperiale e l'indifferenza dei ricchi verso i poveri. «Il pane che tieni chiuso appartiene all'affamato» è una delle sue frasi più celebri. L'imperatrice Eudossia non gliela perdonò: fu deposto, esiliato, richiamato, esiliato di nuovo, e morì sfinito durante un trasferimento a piedi verso il Caucaso, mormorando — dice la tradizione — «Gloria a Dio per ogni cosa». Onomastico per tutti i Giovanni, che in Italia sono ancora oggi centinaia di migliaia.

2. Il Sole: alba e tramonto

Il sole sorge su Trani alle 06:28 e tramonta alle 19:11: la durata del dì scende a 12 ore e 43 minuti. Tre minuti in meno di ieri, e ormai poco più di quaranta minuti in meno rispetto a Ferragosto. È la domenica giusta per una passeggiata lunga sul lungomare: la luce del tardo pomeriggio, con il sole basso che accende il calcare della cattedrale, in questa settimana raggiunge una delle sue qualità migliori dell'anno — quella che i fotografi chiamano ora d'oro e che a settembre, sull'Adriatico, dura più a lungo che in estate.

3. Luna e Fase Lunare

La Luna ha due giorni e mezzo di vita ed è una falce crescente sottile, illuminata al 6,5 per cento. Sorge alle 08:59 e tramonta alle 19:55, restando quindi visibile per circa tre quarti d'ora dopo il tramonto del sole: questa sera, a differenza di ieri, la caccia è alla portata di tutti. Guardate a ovest verso le 19:30, quando il cielo è ancora arancione: la falce apparirà come un filo sottilissimo, rovesciato come una barchetta, tipico delle nostre latitudini mediterranee.

Con un binocolo — o semplicemente con occhi buoni e un cielo pulito — si potrà cogliere la luce cinerea: quel debole chiarore grigio-azzurro che riempie la parte non illuminata del disco. Non è altro che la luce del Sole riflessa dalla Terra sulla Luna e rimandata indietro a noi. Leonardo da Vinci fu il primo a spiegarla correttamente, nel Codice Leicester, e la chiamò «lume secondario»: quando la vedete, state guardando il riflesso del nostro stesso pianeta.

4. Il Cielo e le Stagioni

È la sera dell'incontro. La falce crescente si è spostata verso est rispetto a ieri e si viene a trovare a circa nove gradi da Venere — poco meno di un pugno chiuso tenuto a braccio teso — entrambi bassi sull'orizzonte occidentale nel crepuscolo. Venere, di magnitudine −4,5, tramonta alle 20:17; la Luna alle 19:55. Chi ha una macchina fotografica e un cavalletto ha davanti a sé una delle immagini più semplici e più belle dell'anno: falce, pianeta e mare, tutto in verticale, in un quarto d'ora di luce blu.

Nella seconda parte della serata Saturno sorge alle 20:02 e prende possesso del cielo orientale; Marte arriva all'01:27 e Giove alle 03:37. L'estate astronomica ha ormai i giorni contati: l'equinozio d'autunno cade il 23 settembre alle 02:05, fra dieci giorni.

5. Meteo e Stagione

Domenica limpida e ventilata: cielo prevalentemente sereno, nessuna precipitazione attesa, minima di 20 gradi e massima di 26. Il maestrale rinforza fino a 22 chilometri orari e l'umidità media crolla al 57 per cento: aria secca, visibilità eccellente, quella condizione in cui dalla costa si distinguono nitidamente i profili della Murgia. Mare mosso a tratti sotto costa. È la giornata ideale per stare all'aperto, per una gita nell'entroterra o per il primo pranzo domenicale con le finestre aperte senza sudare.

6. Consigli per l'Orto, il Giardino e la Campagna

Aria secca e vento sono un'occasione da non sprecare. Oggi si essiccano i fichi: aperti a metà e disposti su graticci al sole pieno, con il maestrale che li asciuga senza farli inacidire, in tre o quattro giornate come questa sono pronti da conservare, magari accoppiati due a due con una mandorla tostata in mezzo. Si raccolgono e si stendono ad asciugare anche i pomodori da serbo, e si mettono in mazzi origano, timo e menta da appendere a testa in giù in un locale ombroso.

Nell'orto la luna crescente sostiene le semine di foglia iniziate ieri: si può ancora seminare cicoria, prezzemolo, cipolla invernale e finocchio. Attenzione all'irrigazione: con il vento la terra asciuga molto più in fretta di quanto sembri, e le semine appena fatte vanno bagnate a pioggia fine la sera. Nel vigneto, se la vendemmia non è conclusa, questa è la giornata perfetta per raccogliere: l'uva asciutta arriva in cantina senza acqua di superficie e fermenta meglio. In giardino si dividono i cespi delle perenni — iris, agapanti, gigli — e si piantano i primi bulbi a fioritura primaverile, dai narcisi ai muscari.

7. Il Proverbio del Giorno

«Di settembre la notte col dì contende.»

Il proverbio racconta con precisione quasi astronomica ciò che sta accadendo sopra le nostre teste: in questo mese le due metà della giornata si affrontano ad armi pari, finché all'equinozio la notte prende definitivamente il sopravvento. Ed è anche, come sempre nella saggezza popolare, un'immagine morale: settembre è il mese delle decisioni sospese, quello in cui si finisce di raccogliere e si comincia già a seminare, e nessuna delle due cose può aspettare l'altra.

8. Tradizioni e Curiosità Popolari

Oggi è la vigilia dell'Esaltazione della Santa Croce, che si celebra il 14 settembre e che nel mondo contadino era una data di confine importante: «Per la Santa Croce, pane e noce», si diceva, perché da lì in avanti la merenda dei campi cambiava, e alla frutta d'estate subentravano le noci nuove. In molte zone d'Italia il 14 settembre segnava anche la fine dei lavori di trebbiatura e l'inizio della semina del grano nelle terre alte.

A San Giovanni Crisostomo la tradizione popolare ha legato, per via del soprannome, una piccola credenza tutta linguistica: si diceva che chi doveva sostenere un discorso importante, chiedere una mano in matrimonio o presentarsi davanti a un giudice facesse bene a farlo in questo giorno, perché «la bocca d'oro presta la lingua». Ed è curioso che il santo delle parole potenti sia proprio quello che, alla fine, fu punito per averne usate troppe.

9. Il Pensiero del Giorno

La falce non è una Luna incompleta: è la Luna che si mostra per quel poco che le serve. Anche le tue parole, oggi, non hanno bisogno di essere tutte. Dì la parte che illumina e lascia che il resto rimanga nella luce cinerea — visibile solo a chi guarda con attenzione.

10. Il Boccone del Giorno

Fichi mandorlati di Puglia — La ricetta più antica e più semplice del nostro settembre, quella che trasforma il raccolto di oggi nella dispensa di dicembre. Vegana, senza zuccheri aggiunti, e capace di durare mesi.

Ingredienti: 1 kg di fichi maturi ma sodi (i «dottati» o i «neri di Cosenza» sono i migliori), 200 g di mandorle sgusciate, foglie di alloro fresche, scorza di limone non trattato, semi di finocchietto selvatico a piacere.

Preparazione: aprite i fichi a libro senza staccarne le due metà e disponeteli su graticci di canna o su teglie foderate, con la polpa rivolta verso l'alto. Lasciateli al sole pieno per tre o quattro giornate ventilate come questa, ritirandoli la sera per evitare l'umidità della notte e coprendoli con una velina leggera contro le vespe. Nel frattempo tostate le mandorle in forno a 160 gradi per una decina di minuti, finché non profumano. Quando i fichi sono asciutti al tatto ma ancora morbidi all'interno, inserite una mandorla in ciascuno e richiudete accoppiandoli a due a due, polpa contro polpa. Disponeteli in una teglia e passateli in forno a 150 gradi per dieci-quindici minuti, aggiungendo qualche foglia di alloro e una striscia di scorza di limone. Lasciateli raffreddare completamente e conservateli in vasi di vetro a chiusura ermetica, alternando gli strati con altre foglie di alloro. Chi ama i sapori più decisi aggiunga qualche seme di finocchietto. Si conservano fino a primavera e, aperti a Natale, hanno il sapore preciso di questa domenica di settembre.

Mentre la Luna ricomincia il suo giro e il giorno cede minuto dopo minuto alla notte, queste due giornate ci consegnano un settembre che sa ancora di estate nei numeri ma già di autunno nella luce. Vi auguriamo un rovescio che passi in fretta, un tramonto guardato fino in fondo con la falce e Venere sopra il mare, e fichi messi ad asciugare pensando all'inverno. Che i consigli del nostro Almanacco possano accompagnarvi negli orti, nelle cucine e nei momenti di riflessione quotidiana. Continuate a seguire Trani Italia News per restare connessi con il cuore pulsante del nostro territorio.


Disclaimer informativo: Testi e immagini possono, in alcuni casi, essere generati in parte o totalmente con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Per questo motivo, potrebbero essere presenti inesattezze, imprecisioni o errori, sia nei contenuti testuali sia nelle immagini. Le immagini, in particolare, potrebbero non rappresentare fedelmente i luoghi descritti, essere frutto di ricostruzioni immaginarie o non corrispondere alla realtà.

Il lettore viene quindi invitato a verificare sempre le informazioni attraverso ricerche autonome e fonti esterne, al fine di accertare la correttezza e la veridicità di quanto pubblicato.

Si specifica inoltre che Trani Italia News non si assume alcuna responsabilità per eventuali errori o inesattezze, in quanto il progetto è un hobby e un esperimento editoriale, un giornale sperimentale quasi interamente gestito da intelligenza artificiale, nato con finalità esplorative e divulgative, non professionali né commerciali.

Articolo generato da Trani Italia News – Orizzonte Comune

Contenuto esterno non caricato automaticamente. Aprilo sul sito di origine.