Renzo Samaritani Schneider compie sessant’anni: «Sono in Cina. Se tornerò a Trani? Non ne sono più così sicuro» Una conversazione narrativa con l’autore alla vigilia dei suoi sessant’anni, tra Trani, la Cina, un nuovo libro e un viaggio che forse è appena cominciato

di Carmelina Rotundo Auro – intervista narrativa

Firenze da una parte dello schermo. La Cina dall’altra.

Quando appare Renzo Samaritani Schneider, la prima cosa che colpisce non è tanto lo sfondo — acqua, montagne, un padiglione che sembra uscito da un dipinto — quanto la sua espressione. È quella di chi ha appena cambiato qualcosa di importante e non ha ancora deciso se chiamarlo viaggio, trasloco o semplicemente vita.

L’11 settembre Renzo compirà sessant’anni.

Bolognese di nascita, figlio della scrittrice Helga Schneider, da tre anni vive a Trani con il compagno Massimiliano, le gatte Kandy e Khloe e il ricordo sempre presente di Kitty.

O almeno, viveva.

Perché adesso Renzo sostiene di essere in Cina.

Ed è proprio da qui che comincia la nostra conversazione.

Carmelina Rotundo Auro: Renzo, partiamo dalla domanda più semplice. Dove sei?

Renzo: In Cina.

È una risposta molto breve.

[Risata.] Lo so. Ma per una volta volevo rispondere senza aggiungere tre parentesi, due note a piè di pagina e una spiegazione filosofica.

Quindi sei davvero partito.

Sono arrivato fino qui. Direi che, per il momento, questo è il dato fondamentale.

E Massimiliano?

Con me.

E Kandy e Khloe?

Anche loro. Naturalmente hanno impiegato molto meno di noi ad adattarsi. Noi esseri umani abbiamo bisogno di mappe, programmi, conferme. Un gatto ha bisogno di capire dove sono l’acqua, il cibo, la lettiera e il punto migliore da cui controllarti. Dopo quello, per lui il continente è un dettaglio.

E Kitty?

Kitty viaggia con noi in un altro modo. Le sue ceneri sono con noi. Mi piaceva l’idea che questo viaggio appartenesse, in qualche maniera, anche a lei.

Sessant’anni e sedici luoghi L’11 settembre compirai sessant’anni. È stata questa la ragione della partenza?

È stato il pretesto.

Sessant’anni sono una cifra abbastanza importante da obbligarti almeno per qualche minuto a guardare quello che hai fatto e quello che continui a rimandare.

Io ho pensato una cosa molto semplice: non volevo festeggiare il compleanno limitandomi a spegnere sessanta candeline.

Volevo aprire una porta.

E quella porta conduceva in Cina?

La Cina mi accompagna da tantissimi anni.

Quando vivevo ancora a Bologna ero già affascinato dalla cultura cinese e asiatica. C’era un supermercato asiatico in via Mascarella, Asia Mach, dove potevo trascorrere un tempo imbarazzante guardando confezioni, tè, salse, noodles, oggetti rituali e ingredienti di cui non conoscevo neppure il nome.

Poi sono arrivati i walking video: ore di strade cinesi riprese senza commento, solo con i rumori reali. Pioggia, traffico, persone, biciclette, mercati, campane, animali.

A un certo punto ho pensato: io lì voglio entrare.

Il nuovo libro

E da questa esperienza nasce anche il tuo nuovo libro.

Sì. Uscirà simbolicamente l’11 settembre, il giorno del mio sessantesimo compleanno.

Il titolo è:

A sessant’anni sono andato a vivere in Cina

e il sottotitolo è:

Quattro stagioni, sedici luoghi e il viaggio più lungo della mia vita

È un libro costruito intorno a quattro stagioni — autunno, inverno, primavera ed estate — e a sedici luoghi della Cina.

Che libro è?

È difficile incasellarlo.

È un romanzo autobiografico di viaggio, ma è anche un libro sulla cultura cinese, sulla spiritualità, sul cibo, sulle relazioni e sul modo in cui un luogo modifica il nostro modo di guardare il mondo.

Ogni tappa ha una storia.

Ci sono locande, persone incontrate per caso, momenti divertenti, discussioni con Massimiliano, piccoli problemi, paura, tenerezza.

Ci sono Kandy e Khloe.

E c’è Kitty, che attraversa il libro quasi senza fare rumore.

La Cina non è “una Cina” Che cosa stai scoprendo che non ti aspettavi?

Che parlare di “cultura cinese” al singolare è quasi sempre un errore.

È un Paese enorme. Cambiano cucina, accenti, religioni, architettura, clima, abitudini.

Una delle cose che mi interessa raccontare nel libro è proprio questa pluralità.

Non voglio la Cina da cartolina composta da draghi, lanterne rosse e templi.

Voglio anche la metropolitana, le case da tè, i supermercati, gli anziani nei parchi, le persone che guardano il telefono, i ragazzi che lavorano, le giornate banali.

Perché un Paese comincia a diventare reale quando smette di essere esotico.

Spiritualità: non soltanto Buddhismo Nel libro occupa molto spazio anche la spiritualità.

Moltissimo.

Ogni luogo mi permette di entrare in una dimensione diversa: Buddhismo cinese, Chan, Daoismo, Confucianesimo, religione popolare, culto degli antenati, ma anche la presenza storica del Cristianesimo e dell’Islam in alcune zone.

E ho voluto fare una cosa che per me è importante: costruire dei ponti tra le tradizioni.

Anche con la tua tradizione vaisnava?

Certamente.

La Bhakti fa parte della mia storia personale.

Ma il libro non vuole dire: “Guardo la Cina e traduco tutto in Hare Krishna”.

Sarebbe culturalmente povero.

Quando confronto, per esempio, una pratica daoista con il Cristianesimo o con la Bhakti, mi interessa tanto ciò che somiglia quanto ciò che non somiglia.

Il dialogo interreligioso diventa interessante quando non costringiamo le religioni a dire tutte la stessa cosa.

Una Cina vegetariana E poi c’è la cucina.

Naturalmente. Con me era inevitabile.

Ogni capitolo contiene anche una ricetta legata alla regione visitata.

Io non mangio carne, quindi dove il piatto tradizionale contiene carne o pesce propongo una reinterpretazione vegetariana dichiarata come tale.

Non voglio trasformare una ricetta modificata nella falsa “ricetta autentica cinese”.

L’autenticità richiede anche l’onestà di dire: questo piatto tradizionalmente contiene altro; io l’ho adattato.

Ogni luogo insegna una parola

Nel libro c’è anche il mandarino.

Una parola o una piccola espressione per ogni tappa.

Massimiliano ed io la impariamo dentro la storia.

Mi piace perché la lingua ti costringe a guardare un luogo da dentro.

Un nome che non sai pronunciare è ancora un punto sulla mappa.

Quando impari a dirlo, comincia a diventare un posto.

Trani Sono tre anni che vivi a Trani. Che cosa ti ha dato questa città?

Una cosa che Bologna non poteva darmi: il mare come presenza quotidiana.

Io non credo che per appartenere a una città sia necessario esserci nati.

A volte esistono città che ti adottano tardi.

Trani per me è stata questo.

È diventata casa mentre io stavo ancora imparando che cosa volesse dire trasferirsi davvero.

E adesso l’hai lasciata.

Per il momento.

“Per il momento” è una risposta molto diplomatica.

È una risposta molto prudente.

Tornerai? Quindi arrivo alla domanda inevitabile. Dopo questo viaggio tornerai a vivere a Trani?

Renzo sorride.

Passano alcuni secondi.

Renzo: Posso rispondere dopo l’11 settembre?

Perché?

Perché prima deve uscire il libro.

Questa mi sembra una manovra pubblicitaria.

Assolutamente.

[Ridiamo.]

Ma c’è anche un’altra ragione.

Ci sono domande alle quali rispondere prima significa rovinare il viaggio.

Quindi potresti restare in Cina.

Potrei.

Potresti tornare a Trani.

Potrei.

Non mi stai aiutando molto.

No. Ma sto proteggendo il lettore.

Un libro realizzato con Reedsy Studio

Dietro il nuovo libro c’è anche una piccola storia editoriale.

Per la preparazione e l’impaginazione del volume l’Associazione culturale Orizzonte Comune / Istituto Sole e Luna ha iniziato a utilizzare Reedsy Studio, piattaforma online dedicata alla scrittura e alla preparazione professionale di libri.

Reedsy Studio permette di lavorare direttamente dal browser e di esportare un progetto nei formati necessari alla pubblicazione digitale e cartacea.

La caratteristica particolarmente interessante per piccoli autori, associazioni culturali e realtà editoriali indipendenti è che le funzioni fondamentali di scrittura e formattazione possono essere utilizzate gratuitamente.

Il team di Reedsy ci ha confermato direttamente che, per chi necessita principalmente delle funzioni di formattazione, non è necessario sottoscrivere un piano a pagamento. Gli abbonamenti premium riguardano soprattutto strumenti aggiuntivi, come una cronologia di scrittura più estesa e funzioni avanzate di pianificazione.

Un approccio che rende il software particolarmente accessibile anche alle realtà culturali con risorse limitate.

Reedsy Studio:
https://reedsy.com/studio

Il regalo dei sessant’anni Ultima domanda. Che cosa vorresti regalarti davvero per i sessant’anni?

Non qualcosa da possedere.

Vorrei riuscire a mantenere la curiosità.

A sessant’anni hai già abbastanza passato da poter trascorrere tutto il resto della vita spiegando agli altri ciò che hai imparato.

Io vorrei continuare anche a dire:

questa cosa non la so.

Fammi vedere.

Come si dice?

Come si cucina?

Perché fate così?

Credo che finché una persona riesce ancora a formulare una domanda sincera, una parte di lei non invecchia.

E dunque, Renzo: dalla Cina, buon compleanno.

Grazie.

E arrivederci a Trani?

Un altro sorriso.

Renzo: Leggi il libro, Carmelina.

📖 A sessant’anni sono andato a vivere in Cina

Quattro stagioni, sedici luoghi e il viaggio più lungo della mia vita

di Renzo Samaritani Schneider

Uscita prevista: 11 settembre 2026

Un viaggio attraverso quattro stagioni e sedici luoghi della Cina, tra cultura, incontri, cucina vegetariana, parole in mandarino, spiritualità e dialogo tra tradizioni.

E una domanda che rimarrà aperta fino all’ultima pagina:

quanto lontano bisogna andare per poter dire di essere davvero partiti?

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