Sabato 12 settembre 2026
Cari amici,
ieri ho compiuto sessant’anni.
Scriverlo fa un certo effetto.
Non perché questa mattina mi sia svegliato improvvisamente più saggio — il basilico, peraltro, non mi ha tributato alcun applauso — ma perché certe cifre hanno una strana capacità di costringerci a guardarci intorno.
E così l’ho fatto.
Ho guardato la casa, Massimiliano, Kandy e Khloe, il computer, i libri, i progetti aperti, i siti nati nelle ultime settimane, il basilico e quella piccola pianta di peperoncino che ormai ha deciso di entrare ufficialmente nella famiglia.
E mi sono accorto di una cosa.
Quante cose che oggi fanno parte della nostra quotidianità, fino a poco tempo fa non esistevano affatto.
🌱 Un pensiero nato leggendo David OrbanIn questi giorni ho letto una newsletter di David Orban, autore che seguo con interesse, intitolata Iperstizione oltre la superstizione.
La parola mi era quasi estranea.
E no, tranquilli: non sto per trasformare il Diario del Basilico in un seminario di filosofia della tecnologia. Il basilico ha già comunicato che non sosterrà esami. 😄
Ma una delle idee di Orban mi è rimasta in testa.
Noi esseri umani siamo bravissimi a riconoscere schemi e collegamenti. A volte, però, vediamo un legame dove non esiste e ci fermiamo alla prima spiegazione: lì può nascere la superstizione.
L’idea dell’iperstizione, invece, è più interessante.
È qualcosa che inizialmente non esiste ancora davvero, ma che può diventare reale perché qualcuno comincia ad agire come se quella possibilità meritasse di essere costruita.
Non perché basta desiderare.
Ma perché al desiderio seguono decisioni, tentativi, errori, lavoro.
E allora ho pensato che, senza conoscere questa parola, negli ultimi mesi ne abbiamo vissute parecchie.
🌐 Prima erano soltanto ideePrima c’era l’idea di dare a TranItaliaNews una casa nuova e uno sguardo più ampio.
Poi quella casa è arrivata.
Prima immaginavamo uno spazio capace di mettere in relazione cultura, consapevolezza, ambiente e percorsi diversi.
Poi è nato Connessioni Vive.
Prima Oltre La Memoria, Le Vittime Invisibili era soprattutto un insieme di incontri, testimonianze, spettacoli, ricordi e persone.
Adesso ha anche una sua casa digitale.
Prima c’era un viaggio in Cina che non avevo fatto nel modo in cui normalmente si intende un viaggio.
Poi quel viaggio è diventato un libro.
E adesso A sessant’anni sono andato a vivere in Cina esiste persino su carta.
Questa cosa continua a divertirmi: un viaggio nato senza valigia è diventato un oggetto che può essere messo davvero dentro una valigia e portato dall’altra parte del mondo.
E prima ancora di tutto questo…
c’era semplicemente una piantina di basilico comprata al supermercato.
Nessuno avrebbe immaginato che un giorno sarebbe diventata una newsletter.
🌿 Però il basilico ci ricorda una cosaNaturalmente, attenzione.
Non credo per niente che basti immaginare qualcosa perché quella cosa si realizzi.
Se funzionasse così, avremmo tutti terrazze enormi, conti correnti estremamente educati e gatti che decidono spontaneamente di non salire sul tavolo quando abbiamo appena apparecchiato.
Il basilico è molto più concreto.
Puoi visualizzarlo verde, rigoglioso e profumato con tutta la forza mentale che vuoi.
Ma se non gli dai acqua, prima o poi la visualizzazione rimane verde e il basilico no. 😄
Forse è proprio questa la differenza che mi interessa.
Una cosa è aspettare un segno.
Un’altra è vedere una possibilità e cominciare a costruirle attorno qualcosa di reale.
Da tempo avevo parcheggiato un pensiero per una futura puntata del Diario:
“I sessant’anni e il diritto di cambiare idea.”
Direi che oggi è arrivato il momento di tirarlo fuori dal nostro Parcheggio dei Pensieri.
Quando siamo giovani immaginiamo spesso che diventare adulti significhi sapere finalmente chi siamo.
Poi gli anni passano e scopriamo una cosa abbastanza comica: ogni volta che crediamo di averlo capito, la vita ci presenta una nuova versione del documento da correggere.
A sessant’anni non sento affatto il bisogno di diventare più rigido.
Semmai il contrario.
Mi interessa poter dire:
Questa cosa dieci anni fa la pensavo diversamente.
Oppure:
Credevo che questa strada fosse la mia. Ho cambiato idea.
O ancora:
Questo progetto mi sembrava impossibile. Adesso voglio provare.
Forse uno dei veri privilegi dell’età dovrebbe essere proprio questo:
smettere di confondere la coerenza con l’obbligo di rimanere identici a noi stessi.
Cambiare idea non significa necessariamente tradire ciò che siamo.
Qualche volta significa aver imparato qualcosa.
🔗 Sette indirizzi diventano unoE, a proposito di imparare qualcosa, negli ultimi giorni ne abbiamo imparata una anche sulle newsletter.
Stavamo accumulando troppi link.
TranItaliaNews.
Istituto Sole e Luna.
Connessioni Vive.
Oltre La Memoria.
Anima & Destino.
YouTube.
I libri.
A un certo punto mancava soltanto il collegamento diretto al vaso del basilico e avevamo praticamente ricostruito Internet dentro una mail. 😂
Così abbiamo deciso di semplificare.
Da oggi tutti i nostri principali progetti e riferimenti sono raccolti in un’unica pagina.
👉 https://linktr.ee/istitutosoleluna
Questo sarà normalmente l’unico indirizzo che troverete nelle nostre newsletter.
Aprendolo potrete scegliere voi dove andare: siti, progetti editoriali, rivista, YouTube, libri e tutto ciò che progressivamente aggiungeremo.
Meno confusione per voi.
Meno link nelle email.
E probabilmente anche qualche filtro antispam un po’ meno nervoso. 😄
📚 Anche il libro adesso si può sfogliareFra le novità raccolte lì c’è anche quella alla quale accennavo prima.
Il mio nuovo libro:
A sessant’anni sono andato a vivere in CinaQuattro stagioni, sedici luoghi e il viaggio più lungo della mia vita
è disponibile adesso anche in edizione cartacea.
Dal collegamento che trovate nella nostra pagina unica si arriva all’edizione su Amazon e, per chi preferisce leggere in digitale, resta naturalmente disponibile anche la versione ebook.
Questa volta non vi metto due link.
Vedete? Stiamo già diventando persone migliori. 😂
🌶️ E intanto, accanto al basilico…C’è poi qualcuno che non ha ancora un sito, non ha una pagina Amazon e non ha alcun bisogno di Linktree.
La nostra piccola pianta di peperoncino.
È nata dai semi di un peperoncino regalato da una vicina e per ora è ancora un piccolo ciuffo verde, probabilmente composto da diverse piantine cresciute tutte insieme.
La guardiamo crescere.
Prima verranno, speriamo, le ramificazioni.
Poi i piccoli fiori bianchi.
E magari un giorno arriveranno anche i primi peperoncini.
Anche lei, senza aver mai letto David Orban, conosce perfettamente il principio.
Un seme non è ancora una pianta.
Ma contiene una possibilità.
Poi servono terra.
Acqua.
Luce.
Tempo.
E pazienza.
Più o meno come per tutto ciò che vale la pena costruire.
✨ Le cose che prima non esistevanoA sessant’anni mi accorgo che alcune delle cose più importanti della mia vita non sono cominciate come certezze.
Sono cominciate come possibilità.
Qualcuna è diventata realtà.
Qualcuna probabilmente non lo diventerà mai.
Qualcun’altra cambierà forma per strada.
E va bene così.
Forse crescere non significa smettere di immaginare.
Significa imparare a capire quali immagini meritano di essere annaffiate.
Il basilico, su questo, continua ad avere l’ultima parola.
🌿
Un abbraccio,
Renzo Samaritani Schneider
con Massimiliano Deliso, Kandy, Khloe, il basilico e la nuova arrivata al peperoncino
Da oggi i nostri principali siti, progetti, libri e contenuti sono raccolti qui:
👉 https://linktr.ee/istitutosoleluna

