El Niño non riguarda soltanto temperature, piogge e siccità: può mettere a rischio anche musei, archivi, biblioteche, siti archeologici, edifici storici, paesaggi culturali e pratiche del patrimonio immateriale. Per questo UNESCO ha avviato “Culture x El Niño 2026–2027”, una campagna internazionale di preparazione e azione anticipatoria dedicata al settore culturale.
L’iniziativa arriva mentre l’Organizzazione meteorologica mondiale segnala che El Niño è ormai saldamente stabilito nel Pacifico tropicale e dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi fino a raggiungere un’intensità molto forte. Secondo le previsioni dei centri globali della WMO, la probabilità che il fenomeno persista fino a febbraio 2027 è vicina al 100%.
È importante però evitare letture automatiche: un El Niño molto forte non produce gli stessi effetti ovunque. Impatti e rischi cambiano molto a seconda della regione, della stagione e dell’interazione con altri fattori climatici. Ciò che aumenta, in generale, è la possibilità di forti anomalie nelle precipitazioni e nelle temperature, con rischi associati a siccità, alluvioni, caldo estremo, tempeste, frane e incendi.
È proprio questo il punto da cui parte UNESCO. Il patrimonio culturale è spesso vulnerabile agli eventi estremi in modi poco visibili finché il danno non si verifica: infiltrazioni d’acqua possono compromettere archivi e collezioni; l’umidità può danneggiare materiali organici e opere; incendi e siccità possono colpire paesaggi culturali e siti naturali; frane e piogge torrenziali possono mettere in pericolo aree archeologiche e strutture storiche.
La campagna “Culture x El Niño” punta quindi sulla prevenzione prima che l’emergenza arrivi. UNESCO prevede formazione, assistenza tecnica e strumenti pratici destinati ad autorità culturali, gestori di siti, musei, biblioteche, archivi e comunità locali. Tra gli interventi previsti ci sono valutazioni rapide del rischio, aggiornamento dei piani di emergenza, revisione dei contatti operativi, protezione delle collezioni, piani per evacuazione e deposito temporaneo, documentazione preventiva e misure di stabilizzazione.
Un altro elemento chiave sarà una “El Niño Readiness Checklist”, una lista di controllo pensata per aiutare istituzioni e professionisti a capire se sono davvero preparati: quali beni sono più esposti, quali procedure esistono già, cosa manca, chi deve essere contattato e quali azioni possono essere anticipate prima di un’allerta.
Per avviare la prima fase della campagna, UNESCO ha stanziato 150.000 dollari attraverso il Heritage Emergency Fund. La cifra servirà a sostenere analisi del rischio, consulenza tecnica, formazione e misure urgenti di preparazione nei Paesi considerati prioritari. L’organizzazione avverte però che, se gli impatti di El Niño si manifesteranno contemporaneamente in più regioni, saranno necessarie ulteriori risorse.
La campagna coinvolge anche partner come l’UNDRR, l’ICCROM, l’ICOM e la Smithsonian Institution, con l’obiettivo di integrare meglio la cultura nei sistemi di allerta precoce e nella pianificazione generale per la riduzione del rischio di disastri.
La prevenzione, in questo campo, può apparire poco spettacolare: spostare scatole d’archivio ai piani più alti, verificare drenaggi e barriere, predisporre coperture per le collezioni, aggiornare numeri di emergenza, fotografare e catalogare preventivamente le opere, esercitarsi nelle procedure di evacuazione. Ma sono proprio queste azioni, eseguite prima della crisi, che possono fare la differenza tra un danno contenuto e una perdita irreversibile.
Proteggere il patrimonio significa anche proteggere la memoria, le conoscenze e le pratiche delle comunità. Per questo UNESCO richiama l’attenzione non solo sui monumenti, ma anche sul patrimonio vivente e sulle comunità indigene e locali, spesso tra le prime a percepire i cambiamenti ambientali e a possedere conoscenze utili per interpretarli.
L’idea di fondo è semplice: davanti a un rischio climatico annunciato, aspettare il disastro per intervenire costa di più e salva di meno. Prepararsi prima non elimina il pericolo, ma può ridurne gli effetti e rendere più resilienti musei, siti, archivi e comunità.
Fonti:
UNESCO — Culture x El Niño 2026–2027: https://www.unesco.org/en/culture/culture-x-el-nino-2026-2027
UNESCO — Campagna contro i rischi di El Niño per cultura e patrimonio: https://www.unesco.org/en/articles/unesco-launches-major-campaign-respond-threat-el-nino-against-culture-and-heritage
World Meteorological Organization — El Niño set to become very strong: https://wmo.int/news/media-centre/el-nino-set-become-very-strong-raising-risks-of-extreme-weather-2027
Carmelina Rotundo Auro
Nota di trasparenza — Testi e immagini di TranItalia News possono essere realizzati, in tutto o in parte, con strumenti di intelligenza artificiale. Pur sottoponendo i contenuti a controlli, possono restare errori o inesattezze; le immagini possono essere illustrative o ricostruite e non rappresentare fedelmente luoghi o situazioni reali. Invitiamo quindi a verificare le informazioni anche attraverso fonti autonome e ufficiali. TranItalia News è un progetto editoriale sperimentale, non professionale e non commerciale, promosso da Orizzonte Comune.
Contenuto realizzato per TranItalia News — Orizzonte Comune.

