Buongiorno dalla Cina — domenica 13 settembre 2026

A Hangzhou la domenica è già ben avviata: quando in Italia sono circa le 8:44, in Cina sono circa le 14:44. Hangzhou segue il China Standard Time, UTC+8, senza cambio d’ora: in questo periodo dell’anno è sei ore avanti rispetto all’Italia.

Sul Lago dell’Ovest restiamo dentro 白露 Báilù, “Rugiada Bianca”, il quindicesimo dei 24 termini solari e il terzo dell’autunno tradizionale. Nel 2026 è iniziato il 7 settembre e ci accompagnerà fino all’Equinozio d’Autunno del 23 settembre. Il nome richiama quelle piccole gocce che, con le notti progressivamente più fresche, possono formarsi sull’erba e sulle foglie.

IL TEMPO TRADIZIONALE
Oggi è 八月初三, il terzo giorno dell’ottavo mese lunare. Siamo nell’anno 丙午 Bǐngwǔ, il Cavallo di Fuoco; il mese è 丁酉 Dīngyǒu e il giorno è 庚寅 Gēngyín.

Non siamo davanti a una grande festa nazionale, e forse proprio per questo la giornata si presta bene a osservare una consuetudine stagionale. Durante Báilù, in alcune aree della Cina è documentata l’abitudine di bere il cosiddetto “tè di Rugiada Bianca”: a Nanchino, per esempio, questa stagione è associata a tè considerati più morbidi e profumati rispetto a quelli dell’estate. Nelle campagne di Jiangsu e Zhejiang, il periodo di Báilù è stato inoltre legato tradizionalmente alla preparazione di vini di riso stagionali.

PRIMA LA REALTÀ, POI I SIMBOLI
Lo Huangli di oggi descrive il 13 settembre come giorno 庚寅 Gēngyín. Le diverse compilazioni tradizionali non sono sempre identiche nelle attività indicate come favorevoli o sfavorevoli; alcune, per esempio, danno indicazioni molto ristrette.

È un caso perfetto per la regola della nostra rubrica: prima la realtà, poi i simboli. L’almanacco può raccontarci una visione culturale del tempo, ma non sostituisce competenza, prudenza, medicina, responsabilità o buon senso. Possiamo usarlo, semmai, come spunto per una domanda: oggi cosa merita davvero di essere fatto bene, invece che fatto in fretta?

SPIRITUALITÀ CINESE — CHAN, SILENZIO E ATTENZIONE
A nord-ovest del Lago dell’Ovest si trova il Tempio Lingyin, uno dei più antichi e importanti templi buddhisti di Hangzhou. Il tempio mantiene ancora oggi una tradizione Chan viva: ritiri di meditazione, disciplina monastica, studio e pratica.

Nel Chan il silenzio non è semplicemente assenza di rumore, e la meditazione non è una tecnica per “svuotare la mente” in modo meccanico. Si tratta piuttosto di osservare con maggiore chiarezza ciò che accade, senza inseguire continuamente ogni pensiero. È una disciplina che chiede presenza, pazienza e continuità.

Forse la domenica si presta bene a questo tema: non perché dobbiamo trasformarla in un ritiro spirituale, ma perché possiamo lasciare almeno qualche minuto senza riempirlo subito.

PONTE TRA LE TRADIZIONI
Nel Cristianesimo contemplativo il silenzio può diventare spazio di ascolto e preghiera. Nelle tradizioni cattolica e ortodossa esistono pratiche di raccoglimento profondamente strutturate, mentre nel mondo protestante la preghiera silenziosa e la meditazione biblica assumono forme differenti. La differenza con il Chan resta sostanziale: la preghiera cristiana è rivolta a Dio e si colloca dentro una relazione personale con il Divino; la meditazione Chan nasce invece in un quadro buddhista che non coincide con la teologia cristiana.

Nella Bhakti vaisnava, la pratica del mantra e il ricordo di Krishna non cercano il silenzio come fine in sé: il suono del Nome divino è centrale. Eppure esiste una possibile affinità pratica nell’attenzione. Recitare distrattamente e recitare con presenza non sono la stessa cosa. La Bhakti resta però una via devozionale personale, fondata sulla relazione con Krishna, non una forma di meditazione Chan.

Nell’Islam, il dhikr — il ricordo di Dio — può essere vocale o silenzioso a seconda delle scuole e delle pratiche. Anche qui l’analogia va maneggiata con cura: nel dhikr il centro è Allah e la memoria di Dio; nel Chan il quadro dottrinale è diverso. Ma tutte e tre le esperienze possono ricordarci, ciascuna a modo proprio, che l’attenzione non è passività.

PROVERBIO DEL GIORNO
欲速则不达 — Yù sù zé bù dá
“Voler andare troppo in fretta impedisce di arrivare.”

È un’espressione classica legata alla tradizione confuciana. Si usa per ricordare che la fretta, soprattutto quando diventa impazienza, può compromettere il risultato. Non significa procedere lentamente sempre e comunque: significa scegliere il ritmo adatto al compito.

MANDARINO DI OGGI
慢慢来 — Mànman lái
“Piano piano / prendila con calma.”

Pronuncia italiana molto approssimativa: “man-man lai”. È una frase semplice e quotidiana, utile quando si vuole invitare qualcuno a non affrettarsi.

UNA PILLOLA DA HANGZHOU
Il Tempio Lingyin si trova sulle montagne di Wulin, a nord-ovest del Lago dell’Ovest. La sua storia supera i sedici secoli e il complesso comprende grandi sale buddhiste, pagode, sculture rupestri e l’area di Feilai Feng, la “Vetta Venuta in Volo”. Ancora oggi accoglie sia fedeli sia visitatori.

È interessante pensare che una delle città più dinamiche e tecnologiche della Cina contemporanea conservi, a poca distanza dal lago e dal traffico urbano, un luogo in cui il tempo è scandito da rituali, campane, meditazione e studio.

PICCOLO GALATEO
Quando si visita un tempio o un luogo religioso in Cina, la regola più sicura è semplice: parlare a bassa voce, osservare la segnaletica, non interrompere pratiche o cerimonie e non presumere che si possa fotografare ovunque. Le regole cambiano da luogo a luogo, quindi è meglio seguire ciò che viene indicato sul posto piuttosto che affidarsi a presunte “usanze universali”.

IN CUCINA — RADICE DI LOTO E FUNGHI NERI SALTATI
Per 1–2 persone: 200 g di radice di loto, una piccola manciata di funghi neri secchi già reidratati, mezzo peperone rosso facoltativo, uno spicchio d’aglio, un pezzetto di zenzero, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaino di aceto di riso, poco olio vegetale, 2–3 cucchiai d’acqua e, se piace, poche gocce di olio di sesamo.

Pela la radice di loto e tagliala a fettine sottili. Scottala per due o tre minuti in acqua bollente, poi scolala. In padella scalda poco olio con aglio e zenzero, aggiungi i funghi neri e il peperone, poi la radice di loto. Completa con salsa di soia, aceto e poca acqua. Salta tutto ancora per qualche minuto: la radice deve restare leggermente croccante.

Ricetta vegetariana: niente carne, pesce, frutti di mare, strutto, gelatina, brodi animali, salsa di pesce o salsa d’ostrica non vegetariana.

ANGOLO ASIA MACH
Oggi il catalogo è stato verificato. Asia Mach propone la “DSB – Salsa vegetariana ai funghi” da 300 ml, indicata come salsa di soia con estratto di shiitake al 10%, al prezzo riportato di 3,60 euro. Può essere utile in piccola quantità nelle verdure saltate quando si cerca una nota sapida e di fungo senza ricorrere a salsa d’ostrica tradizionale. La scheda segnala soia e frumento tra gli ingredienti, quindi attenzione in caso di allergie o intolleranze.

METODO 5P — DIECI MINUTI SENZA CORRERE
Tempo totale: 10 minuti.

Presenza: scegli una cosa che oggi stai facendo troppo in fretta.
Proiezione simbolica: chiamala “ritmo”.
Piano: stabilisci un solo piccolo pezzo da fare con attenzione.
Pratica: lavoraci per 7 minuti senza passare ad altro.
Prova: alla fine chiediti se rallentare ti ha fatto perdere tempo oppure ti ha fatto evitare errori.

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LA PASSEGGIATA DI STASERA
Su YouTube cerca esattamente:
Hangzhou Lingyin Temple walking tour 4K no music

Se trovi un video lungo, lascialo scorrere senza l’obbligo di guardarlo tutto. Bastano dieci minuti per sentire il ritmo di un luogo diverso dal nostro.

CHIUSURA
“Voler andare troppo in fretta impedisce di arrivare.”

Forse la domenica può essere anche questo: non fermare il mondo, ma smettere per un momento di inseguirlo.

Da Hangzhou, buona giornata. 🌿

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